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Carola Vai

Il #Covid19 non ha frenato l’attività della Fondazione Courmayeur Mont Blanc, ente senza scopo di lucro, che in questo 2020 compie 30 anni. Un traguardo costellato di soddisfazioni, come sottolinea Lodovico Passerin D’Entreves, presidente del Comitato Scientifico della Fondazione. Del resto le cifre eliminano ogni dubbio: 400 iniziative organizzate, oltre 3.500 relatori, una partecipazione di pubblico stimata in circa 60.000 persone. Il lavoro è raccolto in 98 volumi messi a disposizione della comunità scientifica e degli operatori.

Carola Vai davanti alla sede della Fondazione Courmayeur Mont Blanc

“Trent’anni di attività senza mai trasgredire gli obiettivi. Ossia: approfondire i temi di diritto, società ed economia coinvolgendo i migliori esperti nazionali dei vari settori” spiega con soddisfazione Lodovico Passerin D’Entreves. Così, se il Covid ha costretto l’organizzazione ad applicare ad ogni evento il distanziamento fisico limitando il numero dei partecipanti, “la Fondazione ha scelto di rinviare al 9-10 aprile 2021 il previsto convegno giuridico con l’attesa partecipazione di oltre 400 persone”.

La Fondazione realizzata da un’idea di Adolfo Beria di Argentine, magistrato, giurista, giornalista, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita, è stata creata dalla volontà congiunta della regione Valle d’Aosta, del comune di Courmayeur, della Fondazione Centro Nazionale di prevenzione e Difesa Sociale Onlus– CNPDS di Milano e del Censis di Roma. “Trent’anni di attività proiettati in una dimensione internazionale con l’impegno gratuito di personaggi decisi a offrire un apporto culturale di grande interesse”, ricorda Passerin d’Entreves. Infatti la gran parte degli eventi è stata seguita non solo da ospiti in soggiorno a Courmayeur, ma da giornalisti di varie testate nazionali, compresa la sottoscritta.

Adolfo Beria di Argentine

La Fondazione è del resto tenuta in vita da organi direttivi composti da personaggi di prestigio. L’attuale consiglio di amministrazione è presieduto dall’88enne sociologo Giuseppe De Rita, tra i fondatori del Censis nel 1964 e presidente del CNEL (Consiglio Nazionale dell’economia e del lavoro) dal 1989 al 2000, affiancato dalla vicepresidente  Camilla Beria di Argentine, figlia di Adolfo Beria di Argentine e da tre consiglieri; un Comitato di Revisione e un Comitato Scientifico presieduto, come detto, da Lodovico Passerin D’Entreves. Con lui il presidente emerito, avvocato Franzo Grande Stevens, il vicepresidente, Enrico Filippi, docente universitario, oltre 24 consiglieri costituiti da esperti di vari settori. Tra gli organi direttivi pure l’Osservatorio sul sistema montagna “Laurent Ferretti”, presieduto dall’architetto Giuseppe Nebbia.

Lodovico Passerin d’Entreves

Lodovico Passerin D’Entreves, nobile valdostano molto legato alla sua terra, gran signore dai toni gentili, ma dal carattere deciso, 76 anni indossati con energia, da sempre divide l’esistenza tra la Valle d’Aosta, Torino e gli spostamenti in vari luoghi. Laurea in giurisprudenza, sposato, due figli, un’intensa carriera che lo ha visto per anni anche a lato dell’avv. Giovanni Agnelli, del fratello Umberto, del loro nipote John Elkann, anche oggi ricopre un gran numero di ruoli di prestigio. “Ho sempre cercato nella mia vita di avere un’intensa attività anche culturale e sociale”, sottolinea. E aggiunge: “La Fondazione Courmayeur consente enormi opportunità di crescita tanto agli organizzatori che agli ascoltatori. E’ un arricchimento culturale e sociale. Per quanto mi riguarda, mi costringe ad approfondire di volta in volta i temi al centro dell’attenzione”. Superata la boa dei trent’anni, quale sarà il futuro della Fondazione? “Seguire lo Statuto, come sempre; continuare a fa crescere l’obiettivo culturale. Non si può pensare alla Fondazione se non al massimo livello”.

Papa Giovanni Paolo II

Di certo anche in questo difficile estate 2020 gli appuntamenti in calendario richiamano un pubblico attento e spessocostretto a seguire dibattiti o spettacoli ai margini del Jardin de l’Ange, nel cuore di Courmayeur, per mancanza di posti. Gli incontri della Fondazione Courmayeur Mont Blanc sono, insomma, entrati nella storia della cittadina ai piedi del Monte Bianco. E soprattutto fanno ormai parte delle attese di vacanzieri, turisti e abitanti di questo rinomato angolo della Valle d’Aosta.  La cittadina frequentata da turisti di tutti i continenti fu salutata anche da papa Wojtyla nelle sue escursioni valdostane e, in particolare, il 7 settembre 1986 dall’alto del Monte Chetif raggiunto dal pontefice in elicottero in occasione del bicentenario della conquista del Monte Bianco.

Volume degli annali

 

Fondazione Courmayeur Mont Blanc

Via Roma, 88/d  – 11013 Courmayeur (AO)
Tel. +39 0165 846498 – Fax +39 0165 845919
e-mail: info@fondazionecourmayeur.it
www.fondazionecourmayeur.it

 

 

Author: Carola Vai

Laureata in Lingue e Letterature straniere, giornalista e scrittrice. Ha lavorato in varie testate tra le quali: “la Gazzetta del Popolo”, “La Stampa”, “Il Mattino” di Napoli, “Il Giornale” di Montanelli. Passata all’AGI (Agenzia Giornalistica Italia) dal 1988 al 2010, è diventata responsabile della redazione regionale Piemonte-Valle d’Aosta. Relatrice e moderatore in convegni in Italia e all’estero; Consigliere dell’Ordine Giornalisti del Piemonte fino al 2010, poi componente del consiglio di amministrazione della Casagit (Cassa Autonoma Assistenza dei Giornalisti Italiani) dove attualmente è sindaco effettivo. Tra i libri scritti “Torino alluvione 2000 – Per non dimenticare” (Alpi Editrice); “Evita – regina della comunicazione” (CDG, Roma ); “In politica se vuoi un amico comprati un cane – Gli animali dei potenti” (Daniela Piazza Editore).