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Carola Vai

La #puntualità in Italia non è più il mito dei #treni ad #altavelocità. Anzi, arrivare in orario per questi mezzi è ormai un’eccezione sia nei brevi che nei lunghi percorsi. Lo possono confermare centinaia di #viaggiatori sempre più delusi, che emettono un sospiro di sollievo quando il #ritardo  è limitato a 10-15 minuti.

Ancora più lo attestano le cifre tanto da costringere la #ReteFerroviariaItaliana ad ammettere, lo scorso ottobre, che sì, nei primi mesi del 2018 la #puntualità è calata rispetto al 2017, ma “per colpa dei lavori di potenziamento della rete”.

Io che viaggio spesso, ho vissuto ritardi per guasti alle infrastrutture e persino ai #treni, motivi questi, secondo  #ReteFerroviariaItaliana, “irrilevanti” sui #ritardi.

Così, ai crescenti malumori dei #pendolari per i molti disservizi sui #treni regionali, si stanno sempre più aggiungendo quelli dei viaggiatori dell’Alta Velocità.

In Italia quando si parla di alta velocità e alta capacità (ossia l’alta velocità delle merci) si allude sia alle linee che possono raggiungere i 300 chilometri orari, massima velocità permessa in Italia, sia alle linee che viaggiano al massimo 200-250 chilometri orari.

Questi treni super veloci dispongono di una rete lunga 896 chilometri (in totale le ferrovie in Italia si diramano su 16.777 chilometri ), situazione che colloca il nostro Paese al  quarto posto in #Europa per numero di ferrovie ad alta velocità. In realtà coloro che ci precedono, in questo settore ci distanziano moltissimo:  1.658 chilometri in #Germania, 2.814 chilometri in #Francia, 2.852 in #Spagna. A nostra difesa c’è comunque da sottolineare che si tratta di Paesi con una superficie ben superiore a quelle dell’Italia.

Nonostante i vari problemi, è italiano il treno più veloce d’Europa. Si tratta del #Frecciarossa 1000, super moderno, spazioso, confortevole. E spesso puntuale.

Author: Carola Vai

Laureata in Lingue e Letterature straniere, giornalista e scrittrice. Ha lavorato in varie testate tra le quali: “la Gazzetta del Popolo”, “La Stampa”, “Il Mattino” di Napoli, “Il Giornale” di Montanelli. Passata all’AGI (Agenzia Giornalistica Italia) dal 1988 al 2010, è diventata responsabile della redazione regionale Piemonte-Valle d’Aosta. Relatrice e moderatore in convegni in Italia e all’estero; Consigliere dell’Ordine Giornalisti del Piemonte fino al 2010, poi componente del consiglio di amministrazione della Casagit (Cassa Autonoma Assistenza dei Giornalisti Italiani) dove attualmente è sindaco effettivo. Tra i libri scritti “Torino alluvione 2000 – Per non dimenticare” (Alpi Editrice); “Evita – regina della comunicazione” (CDG, Roma ); “In politica se vuoi un amico comprati un cane – Gli animali dei potenti” (Daniela Piazza Editore). "Rita Levi-Montalcini. Una donna Libera" Rubbettino Editore)