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Pier Carlo Sommo

C’è qualcosa di simbolico nel viaggio delle sculture di PaoloTroubetzkoy: nate tra Lago Maggiore, Parigi e America, oggi tornano a parlare all’Europa attraversando musei e città come tappe di un racconto lungo più di un secolo. Dopo il trionfo al Musée d’Orsay di Parigi – oltre 230 mila visitatori – l’omaggio al “principe scultore” approda alla Galleria d’Arte Moderna di Milano. Dal 27 febbraio al 28 giugno 2026, Milano accoglie il secondo atto di una celebrazione internazionale che riporta al centro una figura affascinante e cosmopolita, di artista piemontese. E con lui, arriva anche un pezzo importante del Lago Maggiore.

Ingresso alla Galleria di Arte Moderna di Milano – GAM

A rendere possibile questa nuova tappa è il Museo del Paesaggio di Verbania, custode della Gipsoteca dell’artista e di uno dei fondi più significativi dedicati a Paolo Troubetzkoy. Delle 43 opere inviate a Parigi, una parte è rientrata sulle sponde del lago, mentre una trentina ha proseguito il viaggio verso Milano. Un passaggio di testimone che non è solo logistico, ma simbolico: dal prestigio del palcoscenico francese alla scena culturale lombarda.

La mostra milanese riunisce circa ottanta opere provenienti da collezioni italiane e internazionali, tra cui il Petit Palais, il San Francisco Museum of Fine Arts, il Museo Sorolla e il Detroit Institute of Arts. Un dialogo tra istituzioni che restituisce la dimensione globale di un artista di padre russo, nato a Verbania, ma cittadino del mondo.

Ricostruzione dello studio dell’ artista

Troubetzkoy è noto soprattutto per i suoi ritratti eleganti, vibranti, capaci di catturare non solo l’aspetto ma il carattere dei soggetti. La mostra alla GAM mette in luce anche un’altra anima della sua produzione: la scultura animalista. Cavalli, cani, figure in movimento  scolpite  nel bronzo. La materia appare leggera, quasi impressionista, come se la luce modellasse le superfici insieme alle mani dell’artista. È qui che emerge la modernità di Troubetzkoy: una scultura che non pesa, che non monumentalizza, ma osserva e interpreta.

Sala della scultura animalista

Dietro le quinte di questo progetto c’è anche un lavoro silenzioso ma decisivo: il restauro delle opere. Tra ottobre 2024 e febbraio 2025, sotto la supervisione della Soprintendenza, le sculture sono state restaurate direttamente nelle sale del museo verbanese. Un intervento sostenuto dal Musée d’Orsay, dalla GAM e da CMS Cultura. Un restauro “a vista”, i visitatori hanno potuto assistere alle operazioni, osservando da vicino la cura dedicata a ogni dettaglio. Non solo valorizzazione del patrimonio, ma anche educazione alla tutela.

La tappa milanese non è soltanto una mostra: è un’operazione culturale di sistema. Portare le opere a Milano significa intercettare un pubblico ampio, avvicinare nuovi visitatori e rilanciare l’interesse verso il Museo del Paesaggio e il territorio piemontese del Lago Maggiore. E per chi, dopo aver incontrato Troubetzkoy alla GAM, vorrà approfondirne la figura, Verbania resta il luogo privilegiato: oltre 300 gessi custoditi a Palazzo Viani Dugnani raccontano la storia di un artista che ha attraversato la Belle Époque senza mai appartenere del tutto a un solo luogo.

L’omaggio non si esaurisce con la mostra milanese. In parallelo, il museo verbanese propone nuove iniziative e approfondimenti dedicati all’artista, consolidando un percorso iniziato da anni e culminato nel successo internazionale. Il viaggio di Troubetzkoy continua, dalle rive del Lago Maggiore alle grandi capitali dell’arte.

IL MUSEO DEL PAESAGGIO DI VERBANIA

Ingresso del Museo del Paesaggio di Verbania

Il Museo del Paesaggio di Verbania, sul Lago Maggiore, ospita a Palazzo Viani Dugnani la Gipsoteca di Paolo Troubetzkoy, nato proprio a Verbania. Per desiderio dell’artista gli eredi hanno donato al Museo tutte le opere in gesso lasciate sia nella residenza verbanese che nello studio di Neuilly sur Seine, in Francia, oltre 300 sculture. Il museo inoltre ha una ricca collezione di tele realizzate tra Ottocento e Novecento. Tra gli artisti: il pittore di montagna Federico Ashton; esponenti del naturalismo lombardo come Achille Tominetti e Guido Boggiani; il verista Arnaldo Ferraguti; i divisionisti, da Vittore Grubicy De Dragon a Carlo Fornara; maestri del Novecento come Mario Tozzi, per la scultura, Arturo Martini. Palazzo Viani Dugnani ospita attualmente anche due grandi tele di Paolo Veronesel’Allegoria della scultura e l’Allegoria con la sfera armillare e diverse mostre temporanee.

 

 

LA COLLEZIONE  TROUBETZKOY DAL MUSEO DEL PAESAGGIO DI VERBANIA A PARIGI

DA VERBANIA A MADRID: DUE DIPINTI DI PAOLO VERONESE AL MUSEO DEL PRADO

 

Author: Pier Carlo Sommo

Torinese, Laureato in Giurisprudenza, Master in comunicazione pubblica e Giornalista professionista. Dal 1978 si occupa di comunicazione e informazione nella pubblica amministrazione. Ha iniziato la carriera professionale presso la Confindustria Piemonte. Dopo un periodo presso l'Ufficio Studi e Legislativo della Presidenza della Regione Piemonte nel 1986 è diventato Vice Capo di Gabinetto e Responsabile Relazioni Esterne della Provincia di Torino Dal 1999 al 2020 è stato Direttore delle Relazioni Esterne e Capo Ufficio Stampa dell'ASL Città di Torino. Autore di saggi, articoli e ricerche, ha pubblicato numerosi volumi e opuscoli dedicati alla comunicazione culturale - turistica del territorio. È docente in corsi e seminari sui problemi della comunicazione e informazione presso le società di formazione pubbliche e private . Professore a contratto di Comunicazione Pubblica presso l'Università di Torino e Università Cattolica. embro del Direttivo del Club di Comunicazione d'Impresa dell’Unione Industriale di Torino, dal 2005 al 2008 è stato Vice Presidente. Presidente del Comitato scientifico di OCIP Confindustria Piemonte Membro del Comitato Promotore dell' Associazione PA Social, È stato Segretario Generale Nazionale dell'Associazione Comunicazione Pubblica e Istituzionale dal 2013 al 2020.