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Tag Archives: Torino

Dario Gedolaro

La rivoluzione dell’ ”asilo Mariuccia”. Così si potrebbero definire i disordini avvenuti in questi giorni  in alcune delle principali città italiane. Ragazzini, appena usciti dall’età infantile, alcuni di soli 12-13 anni, in gran maggioranza italiani di seconda generazione (cioè figli di extracomunitari) ne sono stati i protagonisti. Finalmente anche i maggiori mass media iniziano ad aprire gli occhi. Dopo avere sbeffeggiato il “torpore” italiano rispetto ai tumulti e alle proteste di Francia e Spagna, si sono resi conto che stiamo importando la mentalità dei “casseur” francesi: “Spacca tutto e arraffa”.

Pier Carlo Sommo

 In questi giorni sui media, si parla ampiamente e spesso  a sproposito dell’ Ordine Mauriziano. Politici, giornalisti e social media, per disinformazione alcuni e altri per interesse politico, fanno molta confusione. Vediamo di vedere la questione su un piano strettamente storico e giuridico. Prevalentemente quando oggi si parla di Ordine Mauriziano, spesso si fa impropriamente riferimento a una istituzione che per secoli riunì sotto un'unica organizzazione ordine cavalleresco, dimensione religiosa, patrimonio, assistenza e attività ospedaliera, ma che oggi  non esiste più nella forma che aveva prima della Repubblica Italiana, ai tempi del Regno d’Italia. Oggi l'eredità dell'antico Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro è distribuita fra più realtà giuridiche e istituzionali, che hanno natura, funzioni e collocazioni completamente diverse. Vediamo di fare un po’ di chiarezza, per rispondere alla domanda, è apparentemente semplice: quanti sono oggi gli enti che possono essere definiti “mauriziani”?

Filippo Cima

Il vizio dei politici di fare promesse elettorali ai cittadini per poi non rispettarle quando si viene eletti è duro a morire. A volte, però, le conseguenze, sono gravi. E’ il caso della tragedia del bimbo di 7 anni ucciso da un’auto mentre percorreva una pista ciclabile in corso Regina Margherita, a Torino. Una tragedia annunciata, perché da tempo molti torinesi criticano il disegno sull’asfalto di presunte piste ciclabili pericolose e dannose. Sui controviali di corso Regina Margherita, così come in corso Vittorio Emanuele, le piste sono tracciate, ma sono “percorribili” anche dalle auto. Si crea così un equivoco, con i ciclisti che non adottano tutte le precauzioni necessarie quando si condivide lo stesso spazio con le vetture e gli automobilisti che tendono a invaderle perché altrimenti non ci sarebbe lo spazio per transitare, soprattutto quando si tratta di furgoni e camion che devono portare le merci ai negozi.

Dario Gedolaro

E’ diventato il caso giudiziario dell’estate 2026, una vicenda che fa discutere a casa, sui posti di lavoro, nei bar e sotto gli ombrelloni. Al suo confronto passano in secondo piano la guerra Usa-Iran, quella Russo-Ucraina, il caro bollette, l’estate bollente. Mario Roggero, gioielliere di Grinzane Cavour (Torino) condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per l'uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo dopo l'assalto alla sua gioielleria, si è guadagnato ormai da alcuni giorni l’onore delle prime pagine e dei talk show televisivi, per non parlare dell’enorme eco sui social.

Dario Gedolaro

Una vicenda finita nel peggior modo possibile, nell’indifferenza quasi totale, nell’incapacità della politica locale di fare una proposta, di condurre una battaglia. Così è arrivata al capolinea la vicenda della vendita de La Stampa. John Elkann ha cancellato 100 anni di storia della sua famiglia, cedendo la testata a un editore di giornali locali, Alberto Leonardis, proprietario del gruppo SAE, che ha già Il Tirreno, La Nuova Sardegna, Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio, La Nuova Ferrara e La Provincia Pavese. Economicamente un’operazione relativamente piccola, Leonardis ha offerto per La Stampa 22 milioni di euro.

Dario Gedolaro

C’è stato un periodo in Italia che è stato definito degli “anni di piombo”. Parliamo di un quindicennio fra il 1970 e il 1985, dunque circa mezzo secolo fa e in molti non li hanno vissuti o erano talmente giovani che non se li ricordano. E così ci sono osservatori e giornalisti che parlano senza avere contezza di quali furono i prodromi di quel terribile periodo che fece centinaia di morti e feriti per attentati “rossi” (in maggioranza) o “neri”. Ebbene, i prodromi furono le azioni dei movimenti estremisti di sinistra, i più agguerriti erano “Potere Operaio” e “Lotta Continua”. Cortei aggressivi e violenti, pestaggi nelle università degli avversari politici. Anche allora, come oggi, ci fu una classe intellettuale e politica che guardava con malcelata benevolenza a questi fenomeni giovanili. Per il Pci erano al massimo “compagni che sbagliano”. E così l’omertà era la regola.

Dario Gedolaro

C’è una “Upper class” torinese che giustifica le violenze dei gruppi di estrema sinistra, come Askatasuna? La Procuratrice Generale del Piemonte e della Valle d’Aosta, Lucia Musti, ha lanciato chiare e precise accuse, non si è nascosta dietro parole fumose: “Le Piazze sono usate come strumento di lotta con la benevola tolleranza della upper class”. E cioè di quella classe media radical chic che cavalca qualsiasi protesta purchèabbia una parvenza di progressismo e di sinistrismo. Sono parte di quei voti che la sinistra torinese raccoglie nella cosiddetta “Zona ZTL”, cioè nei quartieri borghesi. I risultati delle elezioni comunali sono lì a dimostrarlo: Piero Fassino fu sconfitto da Claudia Appendino, ma non nei quartieri del Centro e della Crocetta, un consenso che si è ripetuto con Stefano Lo Russo.

Dario Gedolaro

Da tempo si discute delle carenze di una classe dirigente all’altezza dei problemi della città. Ora la vicenda del quotidiano La Stampa sembra confermarle in modo clamoroso. Per chi non avesse seguito questa vicenda  la sintetizzo: l’erede dell’ Avvocato Agnelli, John Elkann, ha deciso di cedere il Gruppo editoriale Gedi, dentro il quale oltre alla Stampa ci sono Repubblica e due importanti radio, Capital e Deejay. Il prescelto sarebbe Antenna Group dell’imprenditore greco Theodore Kyriakou. L’operazione dovrebbe concludersi nei primi mesi del 2026, per ironia del destino proprio a 100 anni dall’acquisto della Stampa da parte della famiglia Agnelli.