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Pier Carlo Sommo

Il Museo Leone di Vercelli rappresenta una delle realtà culturali più affascinanti e meno conosciute del Piemonte, un luogo in cui storia, arte e identità locale si intrecciano in un percorso espositivo ricco e sorprendente. Situato nel cuore storico di Vercelli, il museo offre al visitatore un viaggio che attraversa secoli di civiltà, dalla preistoria fino all’età moderna.

Museo Leone, Palazzo Alciati stemma su camino

Il Museo deve la sua esistenza alla figura di Camillo Leone (1830–1907),  notaio e appassionato collezionista vissuto tra Ottocento e Novecento. Leone fu un esponente della borghesia colta ottocentesca e interprete di una diffusa sensibilità antiquaria. La sua attività collezionistica si inserisce nel contesto culturale del XIX secolo, caratterizzato da un forte interesse per la storia patria e per la conservazione delle testimonianze materiali del passato.

Alla sua morte, Camillo Leone lasciò alla città la propria casa, la biblioteca e una vasta collezione di oggetti d’arte, reperti archeologici, monete, armi e documenti storici. Il suo intento era chiaro: creare un’istituzione che custodisse e valorizzasse la memoria storica del territorio. Tale passaggio da collezione privata a istituzione pubblica rappresentò un momento significativo nel processo di istituzionalizzazione del patrimonio culturale locale.

Museo Leone – Manica di raccordo

Il museo si sviluppa oggi sulle sedi, collegate tra loro della cinquecentesca Casa Alciati, del barocco palazzo Langosco (1742) e la manica di raccordo (1939). Le sale espositive sono ordinate in modo tematico e cronologico, consentendo una lettura chiara e coinvolgente delle collezioni. L’organizzazione degli spazi risponde a criteri sia cronologici sia tipologici, secondo un’impostazione che riflette l’evoluzione delle pratiche museografiche tra XIX e XX secolo.

Le collezioni comprendono nuclei eterogenei:

  • La sezione archeologica, con reperti che documentano la presenza umana nel vercellese fin dall’età del bronzo e romana; ;
  • La raccolta numismatica, raccolte numismatiche di particolare rilievo per ampiezza e varietà, una delle più importanti del Piemonte;
  • Le armi e le armature, che testimoniano l’evoluzione delle tecniche belliche, indicative delle trasformazioni tecnologiche e militari;
  • Le arti decorative, tra ceramiche, vetri e oggetti di uso quotidiano, manufatti di arti decorative, utili per lo studio della cultura materiale;
  • La biblioteca storica, ricca di volumi antichi e rari, un consistente fondo librario, di interesse storico e filologico.
Museo Leone una sala di palazzo Langosco

Tale eterogeneità riflette la natura enciclopedica della raccolta originaria, tipica delle collezioni ottocentesche.

Parlando di questo Museo non si può non ricordare la figura d figura del torinese Vittorio Viale personaggio di rilievo significativo nel processo di evoluzione museografica del Museo Leone, soprattutto in relazione al passaggio da una logica collezionistica ottocentesca a una più moderna concezione museale.

Vittorio Viale

Vittorio Viale (1891–1977)  fu Direttore dei Musei Civici di Torino e figura centrale nel dibattito museologico europeo del Novecento, fu tra i principali promotori di un rinnovamento dei criteri espositivi in Italia. Nel caso del Museo Leone, la sua influenza si manifesta nel tentativo di riorganizzare e razionalizzare una collezione nata con caratteri tipicamente antiquari. La raccolta di Camillo Leone, infatti, presentava una struttura eterogenea e poco sistematica, frutto di una logica di accumulo più che di selezione scientifica.

La figura di Vittorio Viale, pur non essendo legata al Museo Leone in modo esclusivo o continuativo, risulta fondamentale per comprendere i processi di aggiornamento museografico che hanno interessato l’istituzione nel corso del Novecento. Il suo contributo si colloca infatti su un piano metodologico e culturale più ampio, incidendo sulla trasformazione del museo da raccolta privata a moderno spazio pubblico di conoscenza. In questa prospettiva, il Museo Leone rappresenta anche un interessante laboratorio di analisi per lo studio dell’evoluzione della museologia italiana tra Otto e Novecento.

Museo Leone pietra con iscrizione galloromana

Il Museo oggi non è solo un luogo di conservazione, ma anche un centro di produzione culturale. Attraverso mostre temporanee, attività didattiche e iniziative divulgative, il museo dialoga costantemente con la comunità locale e con il pubblico più ampio. In questo senso, si inserisce nel sistema culturale piemontese accanto ad altre istituzioni di rilievo, contribuendo alla valorizzazione di una città come Vercelli, spesso meno nota rispetto a poli turistici come Torino, ma ricchissima di storia e patrimonio, anche museale.

Visitare il Museo Leone significa immergersi in una narrazione a più livelli, dove ogni oggetto racconta una storia e ogni sala offre una nuova prospettiva sul passato. L’allestimento, sobrio ma efficace, favorisce un contatto diretto e autentico con i materiali esposti. È apprezzabile la capacità del museo di unire rigore scientifico e accessibilità, rendendo la visita interessante sia per gli studiosi sia per un pubblico più ampio.

Il Museo Leone è valido esempio di come una collezione privata possa trasformarsi in patrimonio collettivo. La sua ricchezza e varietà lo rendono una tappa indispensabile per chi desidera conoscere in profondità la storia del territorio vercellese e, più in generale, del Piemonte. In un’epoca in cui la valorizzazione dei beni culturali è sempre più centrale, questo Museo si conferma come un presidio fondamentale di memoria, identità e conoscenza.

 

Museo Leone
Via Verdi, 30 – Vercelli
Tel. 0161253204
mail: info@museoleone.it
www.museoleone.it
FB Museo Leone

ORARIO

INVERNALE  (dal 1/11 al 31/3)
dal martedì al venerdì dalle 15 alle 17.30;
sabato e domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30

ESTIVO (dal 1/4 al 31/10)
dal martedì al venerdì dalle 15.30 alle 18;
sabato e domenica dalle 14 alle 19

Author: Pier Carlo Sommo

Torinese, Laureato in Giurisprudenza, Master in comunicazione pubblica e Giornalista professionista. Dal 1978 si occupa di comunicazione e informazione nella pubblica amministrazione. Ha iniziato la carriera professionale presso la Confindustria Piemonte. Dopo un periodo presso l'Ufficio Studi e Legislativo della Presidenza della Regione Piemonte nel 1986 è diventato Vice Capo di Gabinetto e Responsabile Relazioni Esterne della Provincia di Torino Dal 1999 al 2020 è stato Direttore delle Relazioni Esterne e Capo Ufficio Stampa dell'ASL Città di Torino. Autore di saggi, articoli e ricerche, ha pubblicato numerosi volumi e opuscoli dedicati alla comunicazione culturale - turistica del territorio. È docente in corsi e seminari sui problemi della comunicazione e informazione presso le società di formazione pubbliche e private . Professore a contratto di Comunicazione Pubblica presso l'Università di Torino e Università Cattolica. embro del Direttivo del Club di Comunicazione d'Impresa dell’Unione Industriale di Torino, dal 2005 al 2008 è stato Vice Presidente. Presidente del Comitato scientifico di OCIP Confindustria Piemonte Membro del Comitato Promotore dell' Associazione PA Social, È stato Segretario Generale Nazionale dell'Associazione Comunicazione Pubblica e Istituzionale dal 2013 al 2020.