Dario Gedolaro
E’ ancora oggi uno dei tumori più difficili da curare, ma negli ultimi 20 anni innovazioni e rivoluzioni terapeutiche hanno cambiato in meglio la storia della malattia. E’ questo lo scenario sul tumore al polmone descritto dalla Walce (Woman Against Lung Cancer in Europe), la prima associazione europea no-profit dedicata alla lotta contro il tumore del polmone e le neoplasie toraciche, che celebra i suoi 20 anni di vita con una serie di iniziative organizzate a Torino, sua città natale.
Dal 5 all’8 novembre si svolgono il “Be Mutual Days”, dedicato a pazienti e caregiver; la nuova tappa della campagna antifumo “Esci dal tunnel. Non bruciarti il futuro”; il convengo scientifico “Dalla ricerca alla cura: vent’anni di progressi e nuove sfide”; l’illuminazione della Mole Antonelliana e la presentazione del volume ”Vent’anni di Walce”.
In una conferenza stampa a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio Regionale del Piemonte, la presidente della Walce, professoressa Silvia Novello, responsabile della Struttura complessa a Direzione Universitaria di Oncologia medica dell’Ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano, ha ricordato come il numero delle donne che si ammalano di tumore al polmone sia ancora in crescita. Sul banco degli imputati il fumo di sigaretta, che si è diffuso molto fra le donne. Il tabagismo è responsabile dell’85% almeno dei tumori polmonari diagnosticati. Ecco perché l’impegno della Walce – ha detto Silvia Novello – “sarà rivolto a rafforzare la prevenzione primaria, a rendere lo screening strumento routinario per le persone ad alto rischio (fumatori ed ex fumatori, ndr.), a ridurre le diseguaglianze nell’accesso alle cure”.

I progressi delle terapie sono dimostrati dai numeri: negli ultimi 10-15 anni la mortalità si è ridotta (-24%) con una contrazione ancora più marcata nella fascia 20-49 anni: -35,5% negli uomini, -46,4% nelle donne. Ma il dato di sopravvivenza a 5 anni è lontano da quello di altri tumori: 16% negli uomini, 23% nelle donne. Il presidente di Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), Massimo Di Maio, e il Direttore della Struttura Complessa di Oncologia ed Ematologia Oncologica dell’ Ospedale Umberto Parini di Aosta, Lucio Buffoni, hanno tracciato un quadro delle due “rivoluzioni terapeutiche” avvenute in quest’ultimo ventennio: la prima con la caratterizzazione molecolare delle varie forme di tumore polmonare e le terapie a bersaglio molecolare, la seconda con l’arrivo dell’immunoterapia, che ha in molti casi affiancato la chemioterapia, fino a qualche tempo fa unico standard di cura.
Oggi si può dire che il tumore polmonare tende lentamente, ma progressivamente, a trasformarsi in malattia cronica, con importanti ricadute in termini di aspettativa e prospettive di vita per i pazienti. Non sempre gli oncologi possono eliminare definitivamente questo tumore, ma in alcuni casi possono controllarlo a lungo, con trattamenti che si adattano all’evoluzione della malattia. Nella quattro giorni torinese si parla anche della sigaretta elettronica, il cui uso si è diffuso soprattutto fra le giovani generazioni. E’ un passo avanti rispetto al tabagismo tradizionale? Gli oncologi della Walce sono molto cauti e lanciano qualche ammonimento. L’oncologa Enrica Capelletto, del San Luigi Gonzaga di Orbassano, ha sottolineato che “ad oggi non ci sono ancora dati scientifici certi. Sappiamo, però, che il vapore che scaturisce da questi dispositivi contiene sostanze irritanti per le vie aree e alcuni aromi contengono sostanze cancerogene”.


