Carola Vai
“Per il suo grande impegno professionale: attento e sensibile a documentare l’attuale realtà in diversi teatri di guerra esponendosi anche a rischio della propria vita”. Con tale motivazione Ivo Bonato, fotoreporter e cameraman biellese, ha ricevuto il Premio Internazionale Standout Woman & Man Award 2026, durante un’emozionante cerimonia nella storica e suggestiva Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei Deputati, a Roma. Una frase che ha sintetizzato oltre trent’anni di attività come libero professionista svolta in vari continenti anche se Bonato da tempo lavora soprattutto come cameraman e reporter di guerra per la Rai collaborando con varie redazioni dei Telegiornali sui teatri internazionali (ad esempio dall’Ucraina, Libano, Israele, Iran, Siria, India ed altre aree di crisi).Dario Gedolaro
In politica estera bisogna cercare di conciliare gli ideali, il diritto e gli interessi. E se non si può? E se gli ideali cozzano con il diritto internazionale? E se gli interessi in gioco sono tali da prevalere nettamente sul diritto e sugli ideali? Si tira in ballo l’Onu: ma quante volte l’Onu si è mostrato efficace e non paralizzato da veti incrociati anche in presenza di palesi violazioni dei diritti umani?Flavio Bravo
Parlare a ragazze e ragazzi ma anche a chi quel periodo della vita l’ha già vissuto, magari da tempo. Sembra sorprendente eppure succede, anzi concede un bis: il giornalista e scrittore cuneese Fabrizio Brignone torna a raccontare mondi magici che parlano a persone di tutte le età, e lo fa con “Nell’abbraccio dell’acqua”, pubblicato in questi giorni dalla casa editrice Il Ciliegio, il seguito di “Nella foresta della nebbia” di un anno fa.Viola Cora
“Il mio destino è stato segnato dalla fortuna e dalla sfortuna di avere accanto due grandi persone… li ho entrambi amati e ammirati, ma ho fatto fatica a non scomparire con la loro ombra”. Così la scienziata Filomena Nitti spiegava la sua vita di figlia dell’ex premier Francesco Saverio Nitti e moglie del Nobel per la medicina Daniel Bovet del quale fu insostituibile collaboratrice, ma che dal Nobel restò esclusa. Il tentativo di Filomena di destreggiarsi tra studi, famiglia, figli, politica e scienza è narrato da Carola Vai nel libro “Filomena Nitti e il Nobel negato” (Rubbettino editore). Una vita intensa quella di Filomena punteggiata di immense gioie, passioni brucianti, conquiste e successi, dolori infiniti affiancati al tentativo di nulla trascurare, soprattutto l’impegno nella scienza. Sforzo che la lasciò comunque fuori da podio del Nobel. Cosa la penalizzò?Dario Gedolaro
“La libertà di parola al tempo dell’odio”, è il titolo di un editoriale del direttore della Stampa, Andrea Malaguti. Un articolo che compare a fianco di un altro titolo: “Come è triste Venezi”, accompagnato da una grande fotografia del Direttore dell’orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, Beatrice Venezi, di cui gli orchestrali hanno chiesto il siluramento.Flavio Bravo
Questa è una storia d’impresa decisamente singolare, raccolta in una narrazione molto diversa da tante altre. Fin dal titolo del libro, “(Dis)fare impresa”, che richiama un manuale di management ma anche il suo esatto opposto. Come una lotta, quasi tra il bene e il male, e come un viaggio dell’eroe che alla fine porta alla vittoria, per un nuovo futuro.Carola Vai
Con la tumulazione di Papa Francesco nella Basilica di Santa Maria Maggiore salgono a otto i pontefici qui sepolti, con vari artisti celebri, compresi Pietro e Gian Lorenzo Bernini. Il primo Papa a scegliere come dimora definitiva la basilica situata in piazza dell’Esquilino, a Roma, fu Onorio III (pontificato 1216-1227). Seguirono: Papa Niccolò IV (1288-1292), Papa Pio V (1566-1572), Papa Sisto V (1585-1590), Papa Clemente VIII (1592-1605), Papa Paolo V (1605-1621), Papa Clemente IX (1667-1669). Tutti legati alla Basilica da una devozione speciale.Carola Vai
Per chi ama l’arte, la storia e magari fare anche una passeggiata in uno dei più famosi e interessanti parchi d’Italia non deve perdere la mostra “Magnifiche collezioni. Arte e potere nella Genova dei Dogi” allestita nei saloni della Reggia di Venaria Reale, alle porte di Torino, fino al prossimo 7 settembre.Carola Vai
Chi va piano, va sano e lontano, recita un antico detto. Adattare il concetto a chi ha fatto della velocità un mezzo per salire sul podio mondiale ha un non so che di ironico. Invece è l’esempio offerto da Federica Brignone, stella dello sci alpino italiano, super campionessa mondiale alla soglia dei 35 anni. L’atleta azzurra nata a Milano il 14 luglio 1990, abitante a La Salle, in Valle d’Aosta, con lenta, ma inossidabile tenacia si è lanciata alla conquista della Coppa del Mondo generale di sci in programma a Sun Valley, Stato dell’Idaho, negli Stati Uniti, avendo nel suo zaino 37 vittorie e 83 podi. Ed essendo, inoltre, l’unica donna italiana ad aver già vinto l’ambita Coppa di cristallo nel 2019-2020. Un record per la sua età sostengono in molti. Non lei.Viola Cora
“Proprio quando non c’è alcuna linea all’orizzonte, stare uniti è un modo per non perdersi. E non perdersi d’animo, mai”. E’ il suggerimento lanciato dalla quarta di copertina dell’ultimo libro del giornalista cuneese Fabrizio Brignone, classe 1974. Il volume, intitolato “Nella foresta della nebbia” (edizioni Il Ciliegio) narra in modo coinvolgente il faticoso viaggio di due ragazzi - che poi diventano tre – attraverso la foresta (metafora della società) dove vivono, affrontando una fitta nebbia (metafora dell’inquinamento). Romanzo di formazione per giovanissimi, in realtà stimolante anche per gli adulti, che fa venire alla mente Emilio, opera dello scrittore francese Jacques Rousseau, dove si sottolinea l’importanza dell’educazione.









