Viola Cora
Più famoso di qualsiasi Primo Ministro, da 15 anni inquilino stabile di Downing Street. E’Larry, il gatto più conosciuto, rispettato e amato del Regno Unito. Il felino, in “servizio” con il titolo di “capo-cacciatore di topi” da quando aveva quattro anni, ha servito sei primi ministri britannici, da David Cameron fino all’attuale Keir Starmer, e a 19 anni di età continua essere molto popolare. La storia dei felini nella residenza londinese del Primo Ministro ha comunque radici lontane,come si legge nel libro di Carola Vai: “Gatti di Stato tra uso pubblico e passioni private” (Rubbettino).

La figura del “chiefmouser” o “acchiappatopi” venne introdotta in Gran Bretagna da Enrico VIII che aveva reclutato a tempo pieno un gatto al Ministero del Tesoro perché tenesse lontano i roditori. “La tradizione attraversò i secoli pur con varie interruzioni – riporta Gatti di Stato tra uso pubblico e passioni private a pagina 54 – Ripresa con continuità nel 1929 venne testimoniata dalla registrazione delle spese affrontate per il mantenimento essendo il micio ritenuto un dipendente del governo. Peter, gatto di grande resistenza fisica, visse diciassette anni nella storica sede servendo fino al 1946 tre Re e cinque Ministri. Poi fu il turno di Peter II nominato nel 1946 e investito da un’auto a Whitehall l’anno seguente. Così arrivò Peter III che concluse il suo mandato nel 1964”. La storia dei felini a Downing Street continuò, anche se non tutti i pelosetti si mostrarono all’altezza del ruolo. Infatti dopo Peter III nella famosa residenza londinese giunse una stupenda micetta, Peta che “si rivelò pigra e rumorosa – si legge nel libro di Carola Vai – ma essendo stata nominata pubblicamente, e possedendo uno status diplomatico, mantenne il suo ruolo fino agli anni Settanta perché la sua eventuale rimozione dal Gabinetto avrebbe provocato una pubblicità negativa al governo”.

Ad entrare nelle cronache nei quotidiani fu il successore di Peta, un gattone tenace e determinato di nome Wilberforce, molto amato da Margaret Thatcher. “Il micio coccolato dalla lady di ferro svolse il suo compito fino al 1986”. Quell’anno lo staff del governo decise di mettere fine alla presenza dei gatti a Downing Street sostenendo che era meglio utilizzare dei disinfettatori chimici per evitare i topi. L’idea condivisa subito da molti dovette essere rivista meno di tre anni dopo per l’arrivo di topi ovunque, persino nelle sale frequentate da capi di governo e ministri di tutti i continenti. Così, nell’ottobre 1989, quando il governo Thatcher stava per finire, arrivò Humphrey, micio color bianco e nero dalla forte personalità. Il gatto capace di attrarre l’attenzione di giornalisti, fotografi, pittori e politici si trasformò presto in una star, tanto da entrare nelle case dei britannici come un personaggio famigliare tra i più amati. Per lui venne stanziata una cifra precisa: cento sterline all’anno per pagarne il cibo. Margaret Thatcher fece sapere che si trattava di un impegno economico modesto, certamente inferiore a quanto si sarebbe dovuto spendere se fossero stati usati pesticidi e fatti controlli per combattere l’eventuale presenza di topi. Per essere più convincente la prima donna capo del governo della storia britannica sottolineò che qualsiasi forma diversa dell’impiego del gatto per combattere la presenza di topi a Downing Street sarebbe costata almeno quattro mila sterline l’anno. Quando al governo salì John Major, il gatto Humphrey continuò la sua vita tra le stanze della famosa residenza, testimone di importanti incontri nazionali e internazionali. Una vita documentata non solo dai mass media, ma pure su libri divertenti; e con molte avventure e qualche disavventura, fino all’arrivo dei laburisti e il governo di Tony Blair accompagnato da sua moglie Cherie. Indiscrezioni giornalistiche in quei mesi fecero sapere che tra la first lady britannica e il gatto Humphrey non c’era grande simpatia. Cherie Blair considerava i gatti poco igienici e non amava convivere con loro. Così, il Primo gatto della Gran Bretagna venne allontanato da Downing Street. La decisione scatenò critiche e polemiche al punto da far ritornare Humphrey al numero 10 di Downing Street dove abitò fino alla morte, il 20 marzo 2006, all’età di diciotto anni. Poco più di un anno dopo la sua scomparsa, dalla Scozia arrivò nella residenza una gattina, Sybil, color bianco e nero, piuttosto sfortunata. Poco amata dal Primo ministro Gordon Brown e famiglia, Sybil appena sei mesi più tardi venne sfrattata e riportata in Scozia dove morì tre anni dopo a causa di una malattia.
Finita l’era di Gordon Brown, nel maggio 2010 salì al governo David Cameron che decise di vivere nella casa di sempre con la sua famiglia. Così la residenza di Downing Street di Londra, abitata per decenni dal Primo Ministro inglese, nel 2010, interrompendo una tradizione secolare, non aveva alcun gatto.
A riportare un felino nella storica residenza fu un’altra volta la necessità di combattere i topi nuovamente inquilini dell’edificio. Pertanto David Cameron nel febbraio 2011 decise di “assumere” Larry. Il micio, un magnifico esemplare color bianco e grigio di quattro anni, venne presentato a giornalisti e fotografi come “un esperto cacciatori di topi”. Il gatto divenne così popolare che David Cameron nella sua ultima conferenza stampa da Premier “dovette rispondere ai cronisti domande sulla sorte del felino – si legge in Gatti di Stato – Il Premier con la medesima serietà usata per spiegare la situazione della Gran Bretagna, affermò che il gatto in quanto dipendente pubblico, non avrebbe abbandonato la sede dell’esecutivo in caso di cambio d

el governo”. Infatti Larry dopo aver servito Theresa May, è passato al servizio del Primo Ministro Boris Johnson, poi di Liz Truss, ultima Premier che ha incontrato la Regina Elisabetta II, di Rishi Sunak ed ora di Keir Starner.
Larry, finito molte volte sui giornali e sulle televisioni, si lasciò accarezzare dal presidente statunitense Barak Obama, ma rifiutò ogni contatto con il suo successore, Donald Trump. Star incontrastato, il first cat inglese è persino riuscito a ritardare la partenza di Trump dopo una visita a Dowing Street con la first lady Melania perché nascosto sotto l’auto blindata dalla quale nessuno riusciva farlo uscire. A volte i gatti hanno ragioni difficile da comprendere per gli umani.


