Dario Gedolaro
Una vicenda finita nel peggior modo possibile, nell’indifferenza quasi totale, nell’incapacità della politica locale di fare una proposta, di condurre una battaglia. Così è arrivata al capolinea la vicenda della vendita de La Stampa. John Elkann ha cancellato 100 anni di storia della sua famiglia, cedendo la testata a un editore di giornali locali, Alberto Leonardis, proprietario del gruppo SAE, che ha già Il Tirreno, La Nuova Sardegna, Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio, La Nuova Ferrara e La Provincia Pavese. Economicamente un’operazione relativamente piccola, Leonardis ha offerto per La Stampa 22 milioni di euro.Dario Gedolaro
C’è stato un periodo in Italia che è stato definito degli “anni di piombo”. Parliamo di un quindicennio fra il 1970 e il 1985, dunque circa mezzo secolo fa e in molti non li hanno vissuti o erano talmente giovani che non se li ricordano. E così ci sono osservatori e giornalisti che parlano senza avere contezza di quali furono i prodromi di quel terribile periodo che fece centinaia di morti e feriti per attentati “rossi” (in maggioranza) o “neri”. Ebbene, i prodromi furono le azioni dei movimenti estremisti di sinistra, i più agguerriti erano “Potere Operaio” e “Lotta Continua”. Cortei aggressivi e violenti, pestaggi nelle università degli avversari politici. Anche allora, come oggi, ci fu una classe intellettuale e politica che guardava con malcelata benevolenza a questi fenomeni giovanili. Per il Pci erano al massimo “compagni che sbagliano”. E così l’omertà era la regola.Dario Gedolaro
C’è una “Upper class” torinese che giustifica le violenze dei gruppi di estrema sinistra, come Askatasuna? La Procuratrice Generale del Piemonte e della Valle d’Aosta, Lucia Musti, ha lanciato chiare e precise accuse, non si è nascosta dietro parole fumose: “Le Piazze sono usate come strumento di lotta con la benevola tolleranza della upper class”. E cioè di quella classe media radical chic che cavalca qualsiasi protesta purchèabbia una parvenza di progressismo e di sinistrismo. Sono parte di quei voti che la sinistra torinese raccoglie nella cosiddetta “Zona ZTL”, cioè nei quartieri borghesi. I risultati delle elezioni comunali sono lì a dimostrarlo: Piero Fassino fu sconfitto da Claudia Appendino, ma non nei quartieri del Centro e della Crocetta, un consenso che si è ripetuto con Stefano Lo Russo.Dario Gedolaro
Da tempo si discute delle carenze di una classe dirigente all’altezza dei problemi della città. Ora la vicenda del quotidiano La Stampa sembra confermarle in modo clamoroso. Per chi non avesse seguito questa vicenda la sintetizzo: l’erede dell’ Avvocato Agnelli, John Elkann, ha deciso di cedere il Gruppo editoriale Gedi, dentro il quale oltre alla Stampa ci sono Repubblica e due importanti radio, Capital e Deejay. Il prescelto sarebbe Antenna Group dell’imprenditore greco Theodore Kyriakou. L’operazione dovrebbe concludersi nei primi mesi del 2026, per ironia del destino proprio a 100 anni dall’acquisto della Stampa da parte della famiglia Agnelli.Dario Gedolaro
Finora era stato un arcivescovo dal basso profilo. Ma la Festa di San Giovanni ci ha fatto scoprire che il Cardinale di Torino, Roberto Repole, sa essere battagliero e senza peli sulla lingua. Se questo sarà il suo stile, è un bello stimolo per una città che perde abitanti, giovani e imprese.Carola Vai
Per chi ama l’arte, la storia e magari fare anche una passeggiata in uno dei più famosi e interessanti parchi d’Italia non deve perdere la mostra “Magnifiche collezioni. Arte e potere nella Genova dei Dogi” allestita nei saloni della Reggia di Venaria Reale, alle porte di Torino, fino al prossimo 7 settembre.Carola Vai
Energia contagiosa, gioia di vivere travolgente. Capacità di raccontarsi con ironia. Stile. E’ Rita Pavone, icona della musica italiana conosciuta a livello internazionale, tornata in pubblico con il suo primo libro “Gemma e le altre” pubblicato da “La Nave di Teseo” su ispirazione di Elisabetta Sgarbi, ma tratto dall’album della cantante uscito trentasei anni fa. Disco rimasto confinato in archivio perché troppo in anticipo sui tempi visto che parlava dell’amore tra donne, argomento ritenuto all’epoca scandaloso. Nata il 23 agosto 1945, Rita Pavone è una quasi ottantenne dall’ottima memoria che dal palco, microfono stretto in mano, voce imponente, fisico e movimento da quarantenne narra della sua vita e del suo immenso amore per il marito Teddy Reno trasformandosi anche agli occhi del pubblico in una ragazza felice, soddisfatta eppure modesta, benché siano noti i suoi successi mondiali.Carola Vai
Passato e presente magnificamente amalgamati, ma guardando al futuro. E pur partendo da radici culturali piemontesi il programma offre i risultati di più continenti. E’ il cartellone del XXXVII Salone Internazionale del libro di Torino, al Lingotto Fiere dal 15 al 19maggio 2025, diretto per la seconda volta da Annalena Benini. Tema: “Le parole tra noi leggere” dal titolo del romanzo della scrittrice cuneese Lalla Romano, Premio Strega del 1969, basato sul rapporto spesso conflittuale tra madre e figlio, e che a sua volta si era ispirata ad un verso del genovese Eugenio Montale, tra i massimi poeti italiani del Novecento, senatore a vita dal 1967 e Premio Nobel per la letteratura 1975.Pier Carlo Sommo
Il 25 gennaio 2025 ricorrono 121 anni dal disastroso incendio della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino avvenuto nella notte tra il 25 e il 26 gennaio 1904. Il grande rogo non provocò vittime ma distrusse completamente cinque sale della biblioteca e una parte ingente del suo patrimonio, circa 25 000 volumi e 1500 manoscritti. Le cause non furono mai appurate del tutto. Il tragico evento ebbe una vasta eco a livello internazionale e vi fu una gara di donazioni librarie nei confronti della biblioteca da parte di soggetti ed enti pubblici e privati, sia italiani che stranieri.Carola Vai
E’ il monumento equestre più fotografato d’Italia dai turisti. Torino lo sa bene, tanto da considerarlo un emblema civico, forse storicamente più celebre della Mole Antonelliana.E’ il “cavallo di bronzo”, detto “Caval’d brons”, svettante nella centralissima piazza San Carlo e dedicato al duca Emanuele Filiberto di Savoia autore, nel 1563, del trasferimento della capitale del ducato da Chambery a Torino indicando in questo modo “italiani” gli interessi della dinastia.








