Pier Carlo Sommo
Nel cuore della Valle d’Aosta, su una collina morenica che digrada verso la confluenza tra la Dora Baltea e il torrente Grand Eyvia, sorge il Castello di Aymavilles, una delle più affascinanti dimore storiche della valle. L’imponente maniero è visibile da grande distanza, grazie alla sua posizione dominante, su una collina circondata da vigneti. Il castello, ha una pianta quadrangolare con agli angoli quattro torri cilindriche merlate. È posto in una posizione strategica per controllare la valle centrale dove passava la via delle Gallie che portava al valico del Piccolo San Bernardo.

Le prime testimonianze dell’edificio risalgono al 1287, quando la costruzione era una fortificazione medievale con funzioni difensive. Come quasi tutti i castelli medievali, non distrutti da guerre, nel corso dei secoli subì numerose e continue trasformazioni. Nel 1728, il barone Joseph-Félix de Challant, cessate definitivamente le esigenze militari, fece demolire le fortificazioni esterne e il castello prese la forma di residenza nobiliare dotata di parco, caratterizzata da uno scalone monumentale all’ingresso e una grande fontana. Vennero realizzate anche le logge barocche che uniscono le torri, conformi allo stile rococò di moda allora. Il risultato fu quello che vediamo ancora oggi, una residenza signorile ricca di logge, decorazioni barocche e interni confortevoli. Questo intreccio di stili dal gotico medievale al rococò gli conferisce un aspetto unico, che conserva tracce della sua origine difensiva pur manifestando la grandezza di una dimora aristocratica.

Nel corso dei secoli successivi a seguito ai diversi passaggi di proprietà, successivi all’estinzione degli Challant, il castello subì numerosi rimaneggiamenti interni, legati al suo utilizzo per le villeggiature estive. Pervenne nel 1882 al senatore Giovanni Bombrini, i cui successori furono gli ultimi proprietari privati. Dal 1970 il castello è proprietà della Regione autonoma Valle d’Aosta, il restauro e l’adeguamento ad un uso museale, iniziato nel 2013, è stato lungo e difficoltoso proprio a causa delle grandi modificazioni e trasformazioni avvenute nei secoli. Dopo anni ricerche e lavori di conservazione si sono conclusi nel 2020. Oggi, al termine dei lavori, il Castello di Aymavilles non è solo un monumento storico, ma una vera dimora museo, frutto di un articolato progetto di restauro e valorizzazione, il castello è riaperto al pubblico come polo museale, capace di raccontare sia la sua millenaria storia che conservare collezioni d’arte e testimonianze di epoche diverse.

Il percorso espositivo si sviluppa su quattro livelli, ciascuno con un tema preciso:
- Livello I – Sala d’ingresso e racconto delle famiglie proprietarie, in particolare dei Challant e dei Bombrini, ultimi custodi prima dell’ingresso nella sfera pubblica.
- Livello II – Il suo sviluppo nei secoli XIX e XX, con le raccolte neoclassiche e romantiche, testimonianze della cultura collezionistica locale.
- Livello III – Le stanze di Madama Giovane con oggetti e scene di vita dell’Ottocento, affiancate dalla prestigiosa parte delle collezioni dell’Accademia Saint-Anselme, istituzione culturale valdostana fondata nel 1855.
- Livello IV – L’attico, dove attraverso supporti multimediali il visitatore può comprendere le trasformazioni architettoniche che hanno modellato l’edificio nel corso dei secoli, ammirando anche il pregevole soffitto ligneo quattrocentesco.

Ultimo piano castello – Le stratificazioni architettoniche
Questa duplice lettura, storia del castello e collezionismo artistico, fa del museo del Castello un luogo non solo di splendore visivo, ma anche di profonda conoscenza culturale.
La visita al castello non va limitata agli ambienti interni. Il grande parco terrazzato che lo circonda offre scorci suggestivi sulla Valle d’Aosta e i vigneti circostanti, invitando il visitatore a vivere l’esperienza in modo completo.
Il Castello di Aymavilles è così una perfetta sintesi tra passato e presente: un monumento che racconta antiche vicende nobiliari e, al tempo stesso, un museo in cui storia, collezionismo e architettura si fondono per offrire al pubblico un’esperienza culturale profonda e variegata.

La visita dall’esterno, merita una deviazione, per fermarsi a gustare i pregiati vini prodotti nei famosi dolci vigneti,che completano il paesaggio dominato dalla severa mole del castello. Proprio sotto i maniero,a pochi passi, ha sede la Cave des Onze Communes, una cantina sociale valdostana con 170 soci, che è punto di riferimento per la produzione di vini della Valle D’Aosta, tra cui alcuni tra i più rinomati vini DOC della Valle,
Castello di Aymavilles, terminati i restauri, nel 2020 l’apertura al pubblico


