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Filippo Cima

Il vizio dei politici di fare promesse elettorali ai cittadini per poi non rispettarle quando si viene eletti è duro a morire. A volte, però, le conseguenze, sono gravi. E’ il caso della tragedia del bimbo di 7 anni ucciso da un’auto mentre percorreva una pista ciclabile in corso Regina Margherita, a Torino. Una tragedia annunciata, perché da tempo molti torinesi criticano il disegno sull’asfalto di presunte piste ciclabili pericolose e dannose. Sui controviali di corso Regina Margherita, così come in corso Vittorio Emanuele, le piste sono tracciate, ma sono “percorribili” anche dalle auto. Si crea così un equivoco, con i ciclisti che non adottano tutte le precauzioni necessarie quando si condivide lo stesso spazio con le vetture e gli automobilisti che tendono a invaderle perché altrimenti non ci sarebbe lo spazio per transitare, soprattutto quando si tratta di furgoni e camion che devono portare le merci ai negozi.

Una follia della giunta Appendino e dell’allora assessore alla Viabilità, Maria Lapietra. E infatti alcune  piste ciclabili decise in quel periodo furono duramente contestate dai cittadini per la loro illogicità e, quindi, pericolosità: una per tutte, quella che passa in via Cialdini, fra il marciapiede e le auto in sosta, con il risultato che le uscite dai portoni carrai o le svolte sono praticamente cieche e quando si fermano i furgoni della raccolta rifiuti il traffico si blocca.

Le raccolte firme restarono lettera morta e nella sua campagna elettorale il sindaco Lorusso promise un riesame del problema delle piste ciclabili, per abolire quelle più “indigeste”. Tutto è rimasto come prima, se non peggio. Verdi e ambientalisti, i sostenitori della cosiddetta “mobilità sostenibile” a prescindere (come il nuovo assessore alla viabilità, Chiara Foglietta), si sono opposti a rettifiche e revisioni. L’assessore Foglietta ha dichiarato sconfortata dopo la morte del bimbo di 7 anni: “Abbiamo un problema di velocità nelle nostre strade. Nonostante che i limiti ci siano, come c’era su Corso Regina, come c’è su tantissimi altri controviali della nostra città e delle strade di quartiere a trenta all’ora, le persone continuano, con la loro auto, a ignorare la nostra segnaletica“. Ma non si può sempre gettare la croce addosso soltanto agli automobilisti, perché il problema non si risolverebbe. Basterebbe sentire conduttori dei mezzi pubblici e taxisti, sul pericolo rappresentato da monopattini, biciclette elettriche e biciclette normali che percorrono vie contromano, corrono sotto i portici, passano sulle strisce pedonali (e non potrebbero), svoltano all’improvviso senza segnalare. E, infatti, altri incidenti, oltre a quello di corso Reghina Margherita, ce ne sono stati.

Bisognerebbe avere l’onestà di riconoscere che il problema ha due facce. Con questo non si vuole criminalizzare chi legittimamente usa questi mezzi, ma la situazione è facilmente verificabile e forse contenibile, se chi è preposto a far rispettare le regole del traffico fosse più solerte con chi usa i mezzi della mobilità sostenibile. Ma, evidentemente, ci sono delle remore a sollevare il problema, a dare un giro di vite e così per non suscitare polveroni e proteste si resta nel “politicamente corretto” ed è purtroppo facile prevedere che gli incidenti, anche gravi, continueranno a verificarsi.

All’assessore Foglietta un consiglio: se la situazione è quella da lei descritta, cioè di violazione sistematica del codice della strada, intervenga, ne ha l’autorità e il potere. Altrimenti si dimetta.

 

Author: Pier Carlo Sommo

Torinese, Laureato in Giurisprudenza, Master in comunicazione pubblica e Giornalista professionista. Dal 1978 si occupa di comunicazione e informazione nella pubblica amministrazione. Ha iniziato la carriera professionale presso la Confindustria Piemonte. Dopo un periodo presso l'Ufficio Studi e Legislativo della Presidenza della Regione Piemonte nel 1986 è diventato Vice Capo di Gabinetto e Responsabile Relazioni Esterne della Provincia di Torino Dal 1999 al 2020 è stato Direttore delle Relazioni Esterne e Capo Ufficio Stampa dell'ASL Città di Torino. Autore di saggi, articoli e ricerche, ha pubblicato numerosi volumi e opuscoli dedicati alla comunicazione culturale - turistica del territorio. È docente in corsi e seminari sui problemi della comunicazione e informazione presso le società di formazione pubbliche e private . Professore a contratto di Comunicazione Pubblica presso l'Università di Torino e Università Cattolica. embro del Direttivo del Club di Comunicazione d'Impresa dell’Unione Industriale di Torino, dal 2005 al 2008 è stato Vice Presidente. Presidente del Comitato scientifico di OCIP Confindustria Piemonte Membro del Comitato Promotore dell' Associazione PA Social, È stato Segretario Generale Nazionale dell'Associazione Comunicazione Pubblica e Istituzionale dal 2013 al 2020.