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Pier Carlo Sommo*

 Protezione civile, scienza, istituzioni, diritto e giornalismo a confronto su come raccontare il cambiamento climatico e comunicare correttamente rischi ed emergenze ambientali. È stato questo il cuore del convegno “Comunicare il cambiamento climatico. La comunicazione dei rischi e delle emergenze ambientali”, che si è svolto venerdì 2 ottobre 2026 a Courmayeur (AO).

Pier Carlo Sommo davanti alla partenza di Skyway Montebianco

L’appuntamento ha messo al centro una questione sempre più rilevante per i territori alpini e non solo: come trasformare conoscenze scientifiche, sistemi di prevenzione e informazioni tecniche in una comunicazione chiara, tempestiva e comprensibile per i cittadini, soprattutto di fronte a situazioni di rischio o di emergenza.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti del presidente della Regione Valle d’Aosta Renzo Testolin, del presidente della Fondazione Courmayeur Mont Blanc Domenico Siniscalco e del presidente della Fondazione Montagna sicura Andrea Cargnino. L’introduzione è stata affidata al capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, che ha aperto il confronto sul rapporto tra conoscenza dei rischi, prevenzione e capacità di comunicarli alla popolazione.

J.P. Fosson, Segr. Generale Fondazione Montagna sicura

La prima parte del convegno, moderata da Jean Pierre Fosson, segretario generale della Fondazione Montagna sicura, ha dato spazio alle testimonianze tecniche e alle differenti competenze coinvolte nella gestione dei rischi ambientali.

Al confronto hanno partecipato Filippo Cadamuro, dirigente del Dipartimento della Protezione civile nazionale; Valerio Segor, coordinatore del Dipartimento della Protezione civile della Regione Autonoma Valle d’Aosta; Fabrizio Troilo, glaciologo della Fondazione Montagna sicura; Luca Ferraris, presidente della Fondazione CIMA; Lukas Plattner, avvocato e componente del Comitato scientifico della Fondazione Courmayeur Mont Blanc; e la testimonianza di Alessandro Girod, sindaco di Gressoney-La-Trinité.

Esperienze e punti di vista diversi che hanno permesso di affrontare il tema del rischio ambientale nelle sue molteplici dimensioni: dalla ricerca scientifica alla gestione delle emergenze, dalle responsabilità giuridiche alle decisioni degli amministratori locali.

Un contributo è arrivato anche da La Chamoniarde di Chamonix, con un approfondimento dedicato alla comunicazione dei rischi nella pratica alpinistica nell’area del Monte Bianco. Un tema particolarmente significativo in un territorio nel quale condizioni meteorologiche, trasformazioni dell’alta montagna e frequentazione turistica richiedono un’informazione efficace e aggiornata.

Il passaggio dall’informazione tecnica alla comunicazione al pubblico è stato al centro della tavola rotonda “La comunicazione dei rischi ambientali”, moderata dal giornalista de La Stampa Nicolas Lozito. Al dibattito hanno preso parte Riccardo Haupt, CEO di Chora e Will Media, Giovanni Vantaggi di Barabino & Partner e, in collegamento, Lorenzo Lamperti, corrispondente de La Stampa dall’Asia.

La discussione ha portato l’attenzione sulla responsabilità di chi comunica fenomeni complessi in un ecosistema dell’informazione profondamente cambiato e in continua evoluzione. Alla necessità di essere tempestivi si affianca quella di mantenere accuratezza e affidabilità, evitando tanto la sottovalutazione dei rischi quanto una narrazione eccessivamente allarmistica. La sfida è rendere comprensibili informazioni spesso troppo specialistiche senza impoverirle, dando alle persone gli elementi necessari per interpretare correttamente ciò che sta accadendo e, nelle situazioni di emergenza, per adottare comportamenti consapevoli. Da valutare anche cosa dire, come dirlo, cosa non dire  e quando.

Ad ampliare ulteriormente la riflessione sono stati i contributi degli scrittori John Vaillant e Amitav Ghosh, proposti attraverso videointerviste realizzate da Nicolas Lozito. La presenza delle loro voci ha permesso di guardare al cambiamento climatico anche attraverso il mezzo della narrazione. Raccontare la crisi climatica, non significa soltanto comunicare numeri, previsioni e scenari: significa trovare parole e storie capaci di mettere in relazione fenomeni globali con l’esperienza concreta delle persone e dei territori.

Fondazione Courmayeur – Mont Blanc

Una questione particolarmente evidente in montagna, dove molti degli effetti delle trasformazioni climatiche possono essere osservati direttamente. L’evoluzione dei ghiacciai, le condizioni dell’alta quota, la disponibilità di acqua, il dissesto idrogeologico e gli eventi meteorologici estremi pongono nuove domande non soltanto alla scienza e alle istituzioni, ma anche a chi deve raccontare questi fenomeni. La scelta di Courmayeur e del territorio del Monte Bianco come luogo del confronto assume un valore particolare. Qui il rapporto tra ambiente, comunità, turismo e montagna rende immediatamente visibile quanto la conoscenza del rischio debba tradursi in prevenzione e quanto la prevenzione abbia bisogno di una comunicazione efficace.

La comunicazione diventa quindi parte della gestione stessa del rischio: deve creare fiducia nelle fonti, spiegare l’incertezza senza trasformarla in confusione e fornire informazioni utili prima, durante e dopo un’eventuale emergenza.

Lodovico Passerin d’Entrèves, Presidente del Com. scient. della Fondaz. Courmayeur Mont Blanc e il Direttore de La Stampa, Antonio Di Rosa

Le conclusioni del convegno sono state affidate al direttore de La Stampa Antonio Di Rosa e a Lodovico Passerin d’Entrèves, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Courmayeur Mont Blanc.

Dal confronto tra protezione civile, scienziati, amministratori, giuristi, giornalisti, comunicatori e scrittori emerge così un tema comune: di fronte al cambiamento climatico, la qualità della comunicazione non è un elemento accessorio.

Saper spiegare un rischio, indicare con chiarezza ciò che è noto e ciò che ancora non lo è, utilizzare fonti autorevoli e costruire un rapporto di fiducia con i cittadini significa contribuire concretamente alla prevenzione e alla sicurezza delle comunità. E proprio i territori di montagna, dove i molti cambiamenti sono più evidenti, possono diventare un laboratorio privilegiato per costruire nuovi linguaggi e nuovi strumenti con cui raccontare il clima che cambia ovunque.

Il convegno si è svolto nella sala La Verticale al Pavillon du Mont Fréty, che è la stazione intermedia della funivia Skyway Monte Bianco a 2.173 mt di altitudine, nel comune di Courmayeur

Una realtà da coinvolgere in futuro è quella delle Facoltà di Scienze della Comunicazione delle Università. La comunicazione di crisi e dei rischi è una materia che appartiene anche al settore della Comunicazione Pubblica, la materia è ampiamente trattata dai comunicatori, i giornalisti sono una parte di un discorso ampio e pluri disciplinare. Spesso la qualità della comunicazione emessa de alcune strutture pubbliche poi non è all’altezza dei problemi e vale la pena di discutere di una opportuna formazione di tecnici e politici nel campo specifico della comunicazione pubblica istituzionale applicata a rischi e crisi.

Comunque questo quarto incontro è una porta culturalmente aperta a ulteriori riflessioni e integrazioni, secondo la corretta politica gestionale delle Fondazioni Courmayeur Mont Blanc e Montagna Sicura, che annualmente organizzano questo evento.

*Professore a contratto di Comunicazione Pubblica

Università di Torino

 

 

Author: Pier Carlo Sommo

Torinese, Laureato in Giurisprudenza, Master in comunicazione pubblica e Giornalista professionista. Dal 1978 si occupa di comunicazione e informazione nella pubblica amministrazione. Ha iniziato la carriera professionale presso la Confindustria Piemonte. Dopo un periodo presso l'Ufficio Studi e Legislativo della Presidenza della Regione Piemonte nel 1986 è diventato Vice Capo di Gabinetto e Responsabile Relazioni Esterne della Provincia di Torino Dal 1999 al 2020 è stato Direttore delle Relazioni Esterne e Capo Ufficio Stampa dell'ASL Città di Torino. Autore di saggi, articoli e ricerche, ha pubblicato numerosi volumi e opuscoli dedicati alla comunicazione culturale - turistica del territorio. È docente in corsi e seminari sui problemi della comunicazione e informazione presso le società di formazione pubbliche e private . Professore a contratto di Comunicazione Pubblica presso l'Università di Torino e Università Cattolica. embro del Direttivo del Club di Comunicazione d'Impresa dell’Unione Industriale di Torino, dal 2005 al 2008 è stato Vice Presidente. Presidente del Comitato scientifico di OCIP Confindustria Piemonte Membro del Comitato Promotore dell' Associazione PA Social, È stato Segretario Generale Nazionale dell'Associazione Comunicazione Pubblica e Istituzionale dal 2013 al 2020.