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Pier Carlo Sommo

 GAVI (Alessandria) Per l’antico  Forte di Gavi si inaugura una nuova stagione della propria storia. Dall’11 luglio 2026 il monumento si offre  al pubblico completamente rinnovato grazie a un importante progetto di recupero, accessibilità e valorizzazione che ha interessato l’intero complesso monumentale. L’intervento, sviluppato dal 2022 con il sostegno del Ministero della Cultura e dei finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ha comportato investimenti di oltre quattro milioni di euro. Non solo è stata restaurata la fortezza, ma è stata ripensata la fruizione con nuovi percorsi museali, arricchiti da tecnologie digitali, spazi accessibili e servizi destinati al pubblico.

Forte di Gavi – (credit MiC-Musei nazionali Piemonte)

Chi arriva a Gavi vede il Forte molto prima di entrarvi. Lo sguardo viene catturato dalla massa compatta della pietra, perfettamente adagiata e integrata al crinale roccioso. Qui  passavano le grandi vie commerciali tra Genova e la Pianura Padana, una soglia strategica che per secoli significò ricchezza, potere e guerra. La Repubblica di Genova comprese il valore di questo luogo e lo trasformò in una delle più sofisticate macchine difensive dell’Europa moderna.

Il Forte vanta una storia lunga quasi mille anni. Nato come castello medievale, trasformato dalla Repubblica di Genova in una poderosa struttura difensiva, è stato successivamente carcere civile, campo di prigionia durante i due conflitti mondiali e, infine, Museo. È questa stratificazione che rende Gavi qualcosa di più di una fortezza: un archivio costruito in pietra, dove ogni muro conserva la memoria di uomini, eserciti, prigionieri, custodi e visitatori.

Interni del Forte ( credit PCS)

Siamo a  quattrocento anni dell’avvio del grande cantiere seicentesco che gli conferì l’aspetto con cui ancora oggi domina la valle. La grande sfida di allora fu costruire un’opera militare praticamente inespugnabile, oggi la sfida è stata renderla accessibile, comprensibile e viva, per consolidare il proprio ruolo di centro culturale e luogo di incontro con il territorio.

Tra le principali novità figurano nuovi ambienti museali, una biglietteria completamente accessibile, spazi dedicati alle attività didattiche e all ‘innovazione digitale, il recupero dei bastioni, della storica mulattiera e delle aree esterne, oggi arricchite da sedute panoramiche, illuminazione e servizi per la mobilità sostenibile, comprese postazioni per biciclette elettriche.

Vi è stata attenzione primaria al tema dell’accessibilità: ascensori, servoscala, percorsi riconsiderati e strumenti di mediazione consentono oggi la visita agevole anche a persone con disabilità. L’esperienza museale è stata arricchita da plastici tattili, pannelli accessibili e ricostruzioni degli ambienti destinati ai soldati, che permettono al visitatore di immergersi nella vita quotidiana della fortezza attraverso un racconto coinvolgente e multisensoriale. La tecnologia consente di approfondire la conoscenza del complesso, soprattutto per il pubblico più giovane.

Forte Alto (credit PCS)

Tra le novità vi è anche l’apertura dell’Alto Forte, finora escluso dal percorso di visita. Grazie agli interventi di messa in sicurezza è finalmente possibile accedere a questa parte del complesso. Per chi non può affrontarne il percorso, è stata realizzata una ricostruzione virtuale attraverso visori dedicati, capace di restituire gli ambienti e gli spettacolari panorami sulla valle.

Il rinnovamento coinvolge anche le collezioni del museo, recentemente arricchite con armi, documenti, fotografie e materiali storici che permettono di approfondire le vicende della fortezza e del territorio.

Vigneto storico Gavi (credit PCS)

Continua il recupero del vigneto storico sul Bastione San Tommaso, sviluppato in collaborazione con i produttori del Gavi e il Consorzio di tutela, rafforzando il legame tra il monumento e il paesaggio circostante.
La riapertura è accompagnata anche dall’inaugurazione della mostra Fammi un quadro del sole. Omaggio a Emily Dickinson e dalla prima edizione di Fortissima Parade, iniziative che resteranno visitabili fino al 4 ottobre.

Un programma che conferma la volontà di fare del Forte di Gavi non soltanto un monumento restaurato, ma un luogo vivo, capace di coniugare conservazione del patrimonio, innovazione culturale e apertura verso nuovi pubblici.

 

La storia del Forte di Gavi

GAVI, UN FORTE GENOVESE IN PIEMONTE

Author: Pier Carlo Sommo

Torinese, Laureato in Giurisprudenza, Master in comunicazione pubblica e Giornalista professionista. Dal 1978 si occupa di comunicazione e informazione nella pubblica amministrazione. Ha iniziato la carriera professionale presso la Confindustria Piemonte. Dopo un periodo presso l'Ufficio Studi e Legislativo della Presidenza della Regione Piemonte nel 1986 è diventato Vice Capo di Gabinetto e Responsabile Relazioni Esterne della Provincia di Torino Dal 1999 al 2020 è stato Direttore delle Relazioni Esterne e Capo Ufficio Stampa dell'ASL Città di Torino. Autore di saggi, articoli e ricerche, ha pubblicato numerosi volumi e opuscoli dedicati alla comunicazione culturale - turistica del territorio. È docente in corsi e seminari sui problemi della comunicazione e informazione presso le società di formazione pubbliche e private . Professore a contratto di Comunicazione Pubblica presso l'Università di Torino e Università Cattolica. embro del Direttivo del Club di Comunicazione d'Impresa dell’Unione Industriale di Torino, dal 2005 al 2008 è stato Vice Presidente. Presidente del Comitato scientifico di OCIP Confindustria Piemonte Membro del Comitato Promotore dell' Associazione PA Social, È stato Segretario Generale Nazionale dell'Associazione Comunicazione Pubblica e Istituzionale dal 2013 al 2020.