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Carola Vai

Cavour sarebbe stato felice se gli avessero profetizzato che ci sarebbe stato un Premier di fama mondiale, Mario Draghi, a celebrare i 160 anni dell’Italia Unita. Un primo ministro difensore dell’Unità d’Italia che debutta in Senato il 17 febbraio  e alla Camera proprio il 18 febbraio, lo stesso giorno di quando nel 1861 Camillo Benso Conte di Cavour, Presidente del Consiglio dei Ministri, riunì a Torino il primo Parlamento dell’Italia Unita, su convocazione del re Vittorio Emanuele II di Savoia. Unità che sarebbe stata ufficializzata  poche settimane dopo: il 17 marzo. Perciò non si può nemmeno considerare azzardata l’idea di  Mino Giachino, ex sottosegretario ai Trasporti, oggi candidato sindaco a Torino con la lista SiTav Silavoro, di scrivere al neo Premier per chiedere che il vertice dei Capi di Stato e dei Capi di governo a chiusura del G20 in programma i prossimi 30 e 31 ottobre a Roma si tenga invece a Torino, in quanto prima capitale d’Italia.

L’ex Sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino

Tanto più che Draghi nel suo discorso programmatico ha ricordato le parole del “collega” di 160 anni fa: “il governo farà le riforme , ma affronterà anche l’emergenza. Non esiste un prima o un dopo. Siamo consci dell’insegnamento di Cavour”. Cioè: “le riforme compiute a tempo invece di indebolire l’autorità, la rafforzano”. Ma nel frattempo “dobbiamo occuparci di chi soffre adesso, di chi oggi perde il lavoro o è costretto a chiudere la propria attività”, ha rilevato il Premier. Per questo Draghi si è appellato al Parlamento e ai partiti invitando tutti a mettere davanti alle proprie bandiere “l’amore per l’Italia” perché “l’unità non è un’opzione, l’unità è un dovere”. Confortato da tali parole, Mino Giachino ha trasformato la sua idea in proposta e l’ha inviata a Draghi. Poche righe dove dopo essersi complimentato per l’intervento e “per l’attenzione ai problemi dei settori più colpiti dalla crisi, il lavoro e il lavoro autonomo in particolare“, ha osservato: “Sperando che a ottobre il virus si sia molto indebolito, sarebbe bello che il G20 italiano si tenesse a Palazzo Reale a Torino“.  E per motivare il suo auspicio, ha aggiunto: “Se l’Italia è agli ultimi posti in Europa dal punto di vista della crescita economica, Torino da anni è in declino e nella crisi conseguente al Covid ha perduto più di quanto abbia perso la media nazionale”.

Il Presidente prof. Mario Draghi alla camera dei Deputati

Il G20, foro internazionale che riunisce i Paesi con le principali economie del mondo corrispondenti a circa l’80 per cento del Pil mondiale, quest’anno sotto la presidenza dell’Italia, ha da tempo un calendario ben preciso dei vari incontri. Compreso il vertice finale con vari Capi di Stato e di Governo previsto a Roma, come detto, il 30 e 31 ottobre prossimi. Dunque come trasferire l’avvenimento a Torino?

“E’ una decisione politica . Il Premier Draghi può, se vuole, decidere di cambiare la sede del vertice in considerazione, come ho scritto, della ricorrenza dei 160 dell’Unità d’Italia celebrata a Torino, prima capitale del nostro Paese”, ribatte Mino Giachino.

Augurandosi di vedere il G20 riunito a Torino, l’ex  Sottosegretario ai Trasporti attualmente Presidente di SAIMARE S.p.A di Genova, azienda privata leader nei servizi ausiliari internazionali marittimi, si dice ottimista proprio dopo aver ascoltato l’intervento programmatico di Draghi in Senato prima della fiducia nei suoi confronti espressa a grande maggioranza dai senatori .

Camillo Benso Conte di Cavour

L’invito di Mario Draghi a senatori e parlamentari di varie espressioni politiche  a lavorare insieme “senza pregiudizi e rivalità” anche se si è stati nemici fino a ieri, non sembra molto lontano dalle aspirazioni espresse da Cavour 160 anni fa che alla nascita dell’Unità d’Italia dedicò pensieri, fatiche, risorse mentali, fisiche ed economiche. La sorte pur consentendogli di seguire l’ufficializzazione del suo sogno, il 17 marzo 1861, non gli permise di vederne la realizzazione. Il conte Cavour morì infatti il 6 giugno 1861 alla soglia dei cinquant’un anni che avrebbe compiuto il 10 agosto. Tuttavia 160 anni fa l’Italia smetteva di essere una semplice penisola formata da differenti Stati per trasformarsi in un Paese riunito sotto uno stesso governo. Il 17 marzo 1861 è dunque una data storica per il nostro Paese, una data che indica, almeno sulla carta, la nascita dell’Italia con l’approvazione del Senato e della Camera dei Deputati del Regno di Sardegna. La penisola italiana, divisa dalla caduta dell’Impero Romano d’Occidente in vari Stati, dopo un lungo processo noto come Risorgimento e fatto di complicati intrighi politici, tradimenti,  guerre, qualche colpo di fortuna,  venne unita sotto la monarchia sabauda. Volendo essere meticolosi c’è da dire che la completa unificazione del territorio nazionale italiano avvenne qualche anno dopo, nel 1866, quando furono annessi anche il Veneto e il Lazio (Trentino-Adige e Venezia Giulia arrivano solo nel 1918 dopo la prima guerra mondiale). Ma l’anniversario della nascita dello Stato Italiano resta il 17 marzo 1861 solennemente festeggiato nel 1911 per i primi cinquant’anni, nel 1961, a cento anni e nel 2011, a 150 anni. Quest’anno ricorrono, come detto, i 160 anni.

 

 

 

Author: Carola Vai

Laureata in Lingue e Letterature straniere, giornalista e scrittrice. Ha lavorato in varie testate tra le quali: “la Gazzetta del Popolo”, “La Stampa”, “Il Mattino” di Napoli, “Il Giornale” di Montanelli. Passata all’AGI (Agenzia Giornalistica Italia) dal 1988 al 2010, è diventata responsabile della redazione regionale Piemonte-Valle d’Aosta. Relatrice e moderatore in convegni in Italia e all’estero; Consigliere dell’Ordine Giornalisti del Piemonte fino al 2010, poi componente del consiglio di amministrazione della Casagit (Cassa Autonoma Assistenza dei Giornalisti Italiani) dove attualmente è sindaco effettivo. Tra i libri scritti “Torino alluvione 2000 – Per non dimenticare” (Alpi Editrice); “Evita – regina della comunicazione” (CDG, Roma ); “In politica se vuoi un amico comprati un cane – Gli animali dei potenti” (Daniela Piazza Editore). "Rita Levi-Montalcini. Una donna Libera" Rubbettino Editore)