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Pier Carlo Sommo

Il  variegato patrimonio museale torinese non è secondo a nessuno, ricco di valori e curiosità è degno di una capitale come è stata Torino. Tra i tanti tesori è da ricordare che alla Reggia di Venaria Reale è conservata l’unica barca da parata veneziana settecentesca rimasta al mondo. E' simile al Bucintoro della Repubblica di Venezia, che era un grande naviglio da parata, ornato d'intagli e di sculture dorate riservato, come nave di stato, ad accogliere il Doge e la signoria con la loro corte in pubbliche feste e ricevimenti per l’accoglienza a Venezia di sovrani e di augusti personaggi. Era poi essenziale protagonista dell'antichissima "Festa della Sensa", dove avveniva il tradizionale "Sposalizio" del mare celebrato ogni anno alla presenza del Doge che, con solennità si recava nella laguna a gettare nelle onde il simbolico anello nuziale. L’ultimo Bucintoro veneziano fu distrutto dai francesi nel 1798 per spregio verso la sconfitta Repubblica. Poco è rimasto di quella splendida imbarcazione, delle ricche decorazioni restano solo pochi frammenti conservati in alcuni musei veneziani e un fedele modello in scala all’Arsenale.     

Dario Gedolaro

Negli ultimi due anni i torinesi hanno adottato settemila cani, quasi quanto il numero di bambini che sono nati in città. “Siamo - scrive La Stampa - sempre più una città a misura di cuccioli di animale anche a livello amministrativo, dove crescono le politiche rivolte ai quattro zampe”.  Ma, al di là della simpatia che si può nutrire per il migliore amico dell’uomo, non è una buona notizia. Se infatti è vero, come dice ancora La Stampa, che a Torino c’è stato “un aumento sensibile e continuativo del numero di cani registrati all’anagrafe canina, erano 75.312 nel 2020, sono diventati 79.726 nel 2021, 82.247 nel 2022”, un andamento inversamente proporzionale si registra nella decrescita della popolazione a causa del bassissimo numero di nascite.

Carola Vai

La presenza di un gatto suscitava in Benedetto XVI un sorriso quasi fanciullesco. Questo perché i piccoli felini furono per Joseph Ratzinger una dolce passione custodita nel cuore da bambino e coltivata nel ruolo di papa in servizio, poi come papa emerito. Timido, ma incredibilmente coraggioso, papa Ratzinger ha espresso forza persino manifestando la sua passione per i pelosetti felini. Nel capitolo dedicato a Joseph Ratzinger nel mio libro "GATTI DI STATO" (Rubbettino) narro tra gli eventi che lo riguardano la sua condivisione esistenziale con i mici, notizia che quando venne resa pubblica contribuì ad attrarre la simpatia pure dei fedeli che lo ritenevano un grande studioso, ma algido e distaccato dalla realtà.

Sergio Scamuzzi*

Il libro “GATTI DI STATO” (Rubbettino) di Carola Vai utilizza i gatti come una spia della vita quotidiana di famosi leader politici del passato e del presente – spazia da egizi e antichi romani all’Italia liberale a Kennedy e Mattarella – e delle loro compagne e compagni, vite a loro volta significative per il ruolo storico esercitato da questi personaggi

Luna Bianca

 I gatti non aiutano solo a superare lo stress, ma spesso contribuiscono in modo determinante a conquistare la simpatia dei popoli, aumentare la popolarità di un leader, distrarre l’attenzione pubblica da gravi problemi. Per questo hanno un ruolo nella politica dei potenti di tutto il mondo. E’ quanto emerge nel libro della giornalista e scrittrice Carola Vai: “Gatti di Stato. Tra uso pubblico e passioni private”, (Rubbettino editore), 216 pagine, 16 euro, in vendita nelle librerie, sul sito dell’editore Rubbettino e altri siti dediti all’editoria.

Pier Carlo Sommo

 Negli ultimi anni le cronache italiane si sono occupate di Casale Monferrato (Alessandria) quasi solo per le tristi vicende dell’azienda Eternit e delle tragiche conseguenze dell' inquinamento da amianto. Nota riduttiva per una città bella e antichissima con una ricca e prestigiosa storia. Comune con oltre 30.000 abitanti,  la sua ricchezza è ancora oggi sottovalutata  sul piano turistico-culturale.

Pier Carlo Sommo (con la collaborazione di Nerone)

 Il 17 novembre si celebra la giornata dedicata al gatto nero, animale elegante e un po’ misterioso che alcune leggende e superstizioni fanno ingiustamente temere. In realtà  è un animale docile e di buon carattere.  Il gatto nero ha un aspetto affascinante e il suo manto scuro gli dà una particolare eleganza che lo contraddistingue dagli altri esemplari di gatto domestico.  Queste particolarità fanno sì che, nonostante le infondate superstizioni che lo circondano in certe realtà, i gatti neri siano tra i più amati e ricercati. In Scozia, Inghilterra e Giappone, sono considerati un portafortuna. In alcune di queste nazioni un gattino nero in miniatura, come statuina o ciondolo, è considerato un potente talismano.

Dario Gedolaro

 C’è uno spettro che si aggira nei saloni de La Stampa, quello di Giorgia Meloni. Uno spettro che sembra togliere il sonno (e un po’ di lucidità) al direttore Massimo Giannini. Ne è un esempio un suo prolisso e apocalittico editoriale di qualche giorno fa. Giannini inizia bacchettando l’elettorato italiano: “Non è ancora chiaro cosa in lei (cioè in Giorgia Meloni, ndr.) abbia trovato il Paese”, in questa “capatrena” (termine orribile che storpia, in ossequio al lessico politicamente corretto, il termine “capotreno”), “in questa underdog determinata a “stravolgere i pronostici”, forte della sua minorità culturale che si è fatta maggioranza politica”.

Dario Gedolaro

Con un discorso coraggioso  – basterebbe citare la frase: “Rappresento ciò che gli inglesi chiamerebbero l'underdog”, cioè il perdente – Giorgia Meloni ha avuto la fiducia da parte del Parlamento e raccolto consensi da buona parte dell’opinione pubblica. Ora bisognerà vedere che cosa concretamente farà il suo governo, comunque non si illuda: la faziosità e la litigiosità della politica italiana, retaggio di una storia secolare fatta di cento campanili e, all’ interno di essi, di divisioni settarie fra “bianchi” e “neri”, sarà un duro ostacolo al suo cammino e a quello della sua maggioranza di centro-destra (come è avvenuto negli anni scorsi anche per altre maggioranze). Se ne è già avuto qualche esempio in questi giorni e cito due casi: le polemiche sul termine “merito” e quelle sulla creazione di un Ministero della Famiglia, della Natalità e delle Pari Opportunità.