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Tag Archives: Valle d’Aosta

Carola Vai

Un disastro”. Così lunedì 16 ottobre 2000 giornali, radio, televisioni definivano l’alluvione che il giorno prima aveva isolato Torino dal resto del mondo, trasformato una parte del Piemonte in un’immensa distesa di acqua grigio scuro, piegato la Valle d’Aosta. “Un disastro”, come ricordo nel mio libro “Torino alluvione 2000,per non dimenticare”  (i cui proventi sono andati agli alluvionati del Sermig), costato 25 vite (18 in Valle D’Aosta, 4 in Piemonte, 3 in Liguria), 4 dispersi (in Valle D’Aosta), 40.000 sfollati iniziali scesi poi a 4000 considerando solo le persone che hanno perso definitivamente la casa; 100.000 senza luce nel solo Piemonte, e un milione senz’acqua potabile ancora nel solo Piemonte. Sono passati 20 anni da quelle giornate colme di disperazione per milioni di persone.  Per tanti dimenticare è ancora difficile.

Pier Carlo Sommo

Quando si parla di dimore reali Sabaude il pensiero corre subito ai fastosi palazzi del Piemonte, Stupinigi, Racconigi, Moncalieri, il palazzo reale di Torino. In Valle d’Aosta vi è invece un castello “reale” un po’ diverso, più curioso che fastoso: il castello di Sarre che da un’altura rivolta verso la conca di Aosta domina l’accesso all’alta Valle. Il piccolo maniero, più che alla sua nascita nel medioevo, è legato alla storia moderna, dall’Unità d’Italia all’avvento della Repubblica. Una storia scritta dalla famiglia Savoia, dinastia fortemente legata fin dalle sue origini alla Valle d’Aosta.

Carola Vai

Il #Covid19 non ha frenato l’attività della Fondazione Courmayeur Mont Blanc, ente senza scopo di lucro, che in questo 2020 compie 30 anni. Un traguardo costellato di soddisfazioni, come sottolinea Lodovico Passerin D’Entreves, presidente del Comitato Scientifico della Fondazione. Del resto le cifre eliminano ogni dubbio: 400 iniziative organizzate, oltre 3.500 relatori, una partecipazione di pubblico stimata in circa 60.000 persone. Il lavoro è raccolto in 98 volumi messi a disposizione della comunità scientifica e degli operatori.

Carola Vai

Ci sono località di montagna dove il Covid-19 non sta riuscendo nella sua opera distruttiva contro il turismo. Una di queste è Courmayeur sotto il massiccio del Monte Bianco, in Valle d’Aosta. Certo camminando nella centrale via Roma si sente parlare solo italiano. Del tutto assenti gli abituali turisti stranieri. Ma Courmayeur ha iniziato agosto 2020 ugualmente all’insegna dell’affollamento, se non proprio del tutto esaurito ovunque. E si prepara a settimane di gran pienone. Alberghi pressoché al completo, seconde case quasi tutte occupate. Persino trovare posto per pranzare o cenare in uno dei molti ristoranti è difficile senza prenotazione, come ho avuto modo di sperimentare.

Pier Carlo Sommo

Risalendo la strada statale della valle d’Aosta verso il Monte Bianco, superato il capoluogo, vicinissimi tra loro, ci sono quattro castelli: Sarre, massiccio e austero, frequentata residenza di caccia di casa Savoia; Saint Pierre, fiabesco, con le sue torrette, risultato di un restauro ottocentesco forse un po’ troppo fantasioso; Sarriod de la Tour, giunto fino a noi nel suo spartano aspetto medievale originario e infine l’imponente Aymavilles, con quattro alte torri medievali unite da strutture rococò che lo hanno reso una lussuosa dimora nobiliare da cui traspare un passato guerriero.

Pier Carlo Sommo

Il valico del Piccolo San Bernardo (2188 m.s.l.m., Comune di La Thuile AO),  posto nel cuore delle Alpi, tra la Savoia e la Val d’Aosta, è conosciuto fin dalla preistoria. Può essere una meta interessante per la presenza di importanti reperti archeologici, oltre alla bellezza naturale del luogo e le molte escursioni possibili.

Pier Carlo Sommo

Venerdì 18 gennaio, alle 18,30, presso la casa valdostana di Parigi (3, rue des Deux-Boules), il Presidente della Regione Valle d’Aosta, Antonio Fosson e l'assessore al turismo e patrimonio culturale, Laurent Viérin, inaugureranno la Mostra Della Bibbia per l'anno duemila” (De la Bible à l’an deux mille) di opere dell'artista valdostano Giovanni Thoux. L’inaugurazione sarà accompagnata da una esibizione del coro Saint-Vincent.

Pier Carlo Sommo

Ad Aosta, come da oltre 1000 anni, il 30 e 31 Gennaio 2019, in occasione alla festa del Santo, il centro città ospita la Fiera di Sant'Orso. Un evento che vanta 1019 edizioni. È un’antica festa di popolo, un momento di incontro, un'occasione per rivivere e riscoprire le tradizioni della Valle d'Aosta. L'anno 1000 è considerato l'anno "zero" della Fiera. La leggenda vuole che tutto abbia avuto inizio di fronte alla Chiesa di Sant'Orso, dove il Santo, vissuto prima del IX secolo, era solito distribuire ai poveri indumenti e "Sabot", le tipiche calzature in legno.