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Carola Vai

Giovanna Cantoni, avvocato 35enne con la passione dei metalli preziosi, a guardarla immersa nel suo flagship  store di Torino  richiama alla memoria giovani figure femminili della letteratura americana : una mescolanza di  tenacia, determinazione, voglia di emergere.  Nel caso di Giovanna partendo dalle origini famigliari, l’oreficeria, e puntando sull’unicità di gioielli in oro, argento, platino purissimi, ossia 999,9/1000, intende entrare nei mercati di tutti i continenti.

Giovanna Cantoni e Carola Vai nello Store di Torino

Già perché si dice spesso “gioiello in oro, argento o platino purissimo”. Nella realtà non sono mai stati prodotti fino ad ora. Giovanna Cantoni, figlia di gioiellieri, cresciuta tra i metalli preziosi, con un padre che narrava la storia di famiglia con lo stile di una favola, dopo aver sperimentato con successo l’attività forense alternandola a viaggi per il mondo, ha scelto di tornare agli albori creando quella che definisce “la perfezione della purezza”. Ossia “un gioiello concepito per essere diverso da tutti gli altri”. In che modo? “Ho inventato le gocce in metallo purissimo. Ci sono arrivata dopo studi approfonditi nell’arte orafa. Volevo un gioiello senza filtri o contaminazioni . Con l’aiuto di artigiani piemontesi è nata la goccia realizzata con un particolare metodo di lavorazione che consente di ottenere il metallo prezioso in forma pura, senza il ricorso ad altre leghe come normalmente accade. Poi ho scelto come pezzo distintivo proprio la goccia per cristallizzare il momento della fusione quando la materia prende la forma. Non esiste alcun gioiello creato in questo modo”. Gocce per ogni occasione e situazione in oro, argento, platino spesso rese ancora più luminose dall’inserimento di pietre preziose, diamanti soprattutto. Gioielli che rappresentano pure un investimento economico “anche perché non perderanno mai di valore”, ha sottolineato Giovanna Cantoni che alla questione economica tiene quanto alla bellezza, consapevole di non potere mantenere e sviluppare la seconda senza incentivare la prima.

Giovanna Cantoni

Così Giovanna per tutelare la sua idea ha brevettato il metodo di lavorazione in Italia, in Europa, Cina, Emirati Arabi, Stati Uniti, India. L’obiettivo è entrare nel mercato mondiale.  “Ho scelto di aprire il primo flagship store a Torino perché sono legata alle mie radici e alla mia famiglia e intendo in questo modo dare  slancio al mio progetto. Oltretutto il Piemonte, con Torino, sono state definite di recente dalla guida Lonely Planet  ‘Best Travel Destination’. Mi sembra un ottimo auspicio per la mia iniziativa”.  Lo store, simile ad un salotto sobrio, ma accogliente, mira a esaltare i gioielli offrendo un’atmosfera tra il sogno e la realtà ovattata. E mentre le vendite a Torino “hanno incentivato l’entusiasmo con ottimi risultati”,  Giovanna ha già avviato contatti non solo nel resto d’Italia, ma pure all’estero per introdurre i suoi gioielli in store misti in attesa di aprirne dei propri esclusivi.

La famiglia Cantoni nel mondo dell’oreficeria e della gioielleria dal 1979, ha consentito a Giovanna di conoscere piuttosto bene il settore anche se sviluppare l’idea di gioielli in metalli purissimi è arrivata attraverso la sua vivace curiosità. “Sono stata attratta dal desiderio di conoscere la materia primordiale. C’è tutto un processo particolare per ricavare la materia pura. Una volta ottenuta si creano dei fogli di oro, o argento, o platino su cui viene disegnato ciò che si desidera. L’aspetto delle gocce ricorda le miniature del 1.300”. In effetti,  a ben guardarle, richiamano alla mente miniature di un passato remoto lontanissimo pur essendo proiettate nel futuro. Verrebbe da dire che le gocce sono gioielli che ben sintetizzano l’insieme di passato, presente e futuro . “Volevo un gioiello portabile in ogni situazione, che rappresentasse per chi lo indossa la sintesi di un momento speciale,  ma che costituisse pure un investimento economico che il passare del tempo può solo aumentare”.  Tipica praticità femminile.

Author: Carola Vai

Laureata in Lingue e Letterature straniere, giornalista e scrittrice. Ha lavorato in varie testate tra le quali: “la Gazzetta del Popolo”, “La Stampa”, “Il Mattino” di Napoli, “Il Giornale” di Montanelli. Passata all’AGI (Agenzia Giornalistica Italia) dal 1988 al 2010, è diventata responsabile della redazione regionale Piemonte-Valle d’Aosta. Relatrice e moderatore in convegni in Italia e all’estero; Consigliere dell’Ordine Giornalisti del Piemonte fino al 2010, poi componente del consiglio di amministrazione della Casagit (Cassa Autonoma Assistenza dei Giornalisti Italiani) dove attualmente è sindaco effettivo. Tra i libri scritti “Torino alluvione 2000 – Per non dimenticare” (Alpi Editrice); “Evita – regina della comunicazione” (CDG, Roma ); “In politica se vuoi un amico comprati un cane – Gli animali dei potenti” (Daniela Piazza Editore).