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Carola Vai

“Regina dei gioielli”. E’ la definizione più usata per l’addio tributato dai mass media all’imprenditrice Gabriella Colombo Damiani, presidente onorario di Damiani, azienda di gioielleria conosciuta nel mondo, ma con sede a Valenza (Alessandria) . Lei che nella vita era sempre stata una combattente, a 86 anni portati con piglio deciso è stata travolta dal Covid19. E dopo una lunga lotta si è arresa domenica 29 novembre 2020. Vedova di Damiano , seconda generazione della griffe di gioielli, e madre di Guido Grassi Damiani attuale presidente della Maison, e di Silvia e Giorgio, entrambi vicepresidenti, era conosciuta per la sua abilità imprenditoriale e passione nel settore orafo.

I fratelli Damiani Guido, Silvia e Giorgio

Energica, coraggiosa, determinata, Gabriella Colombo Damiani  ha avuto nell’azienda un ruolo definito “fondamentale” nella creazione e nella gestione della rete commerciale. Nei due settori  ha introdotto la propria visione personale creando con i clienti un rapporto basato su stima e fiducia.  Capace di ascoltare e osservare, tra le persone che l’hanno incontrata sono in molti a riconoscerle “gentilezza e generosità verso tutti”. Dotata di fantasia e visione moderna fu grazie ad un suo disegno che nel 1976, Damiani ottenne con “Shark”, un Diamonds International Award: primo premio di una lunga serie di vittorie che hanno permesso alla Maison italiana di conquistare l’attenzione  dei mercati internazionali.

Silvia Damiani con Carola Vai

Una lunga storia professionale quella di questa imprenditrice di gioielli, cominciata con entusiasmo insieme al marito, Damiano, figlio di Enrico Grassi Damiani fondatore dell’impresa nel 1924, che alla morte del padre prende le redini dell’attività. La coppia con tenacia, impegno e una forte attitudine al rischio riesce potenziare l’azienda e con il tempo varcare sempre più i confini italiani alla ricerca di nuovi mercati. Il brand Damiani con prodotti di gioielleria moderni e raffinati finisce per dare prestigio al marchio “made in Italy”. Così, mentre crescono i figli della terza generazione, Guido, Giorgio e Silvia, il marchio Damiani colleziona premi. Fino al 1996 quando Damiano , a 62 anni, perde la vita in un incidente stradale. L’impresa che contava ormai 200 dipendenti, passa definitivamente nelle mani di Gabriella. Lei ha 62 anni. Non si lascia paralizzare dal dolore. Diventata vedova si tuffa ancora più intensamente nell’attività. I figli, pur maggiorenni, sono ancora giovani. Silvia ha 30 anni, Guido 28 anni e Giorgio 24 anni. Tutti e tre aiutano la madre, ma è lei la guida e l’anima dell’azienda. Dell’originario laboratorio orafo di Valenza aperto nel 1924 resta sempre più solo un ricordo storico. L’azienda cresce, si espande oltrefrontiera, nome e prodotti diventano sinonimo di eccellenza e stile made in Italy.  Ricerca, originalità, raffinatezza  dei prodotti finiscono per far  conquistare  al marchio Damiani 18 Diamonds International Awards, gli ambiti Oscar del settore dei gioielli. Nessun’altra azienda  ha raggiunto tale traguardo. A questi riconoscimenti si aggiungono moltissimi altri premi, tra cui due Tahitian Pearl Trophy, un Haute Couture Design Award, un Vogue Joyas, svariati premi nel campo dell’imprenditoria e altrettanti nella comunicazione.

Negozio Damiani in via Montenapoleone a Milano

Intanto aumenta anche il numero dei dipendenti. Con il passare degli anni, Gabriella cede la stanza del comando ai figli. Guido diventa Presidente e Silvia e Giorgio vicepresidenti. Ma lei non esce dall’impresa pur assumendo il ruolo di presidente onoraria. L’azienda intanto prova varie esperienze compresa l’entrata e poi l’uscita dalla Borsa di Milano. Ha tra i suoi “volti” che la sponsorizzano famosi nomi internazionali come Sofia Loren, Brad Pitt e altri personaggi. Fino al drammatico 2020 dilaniato dalla diffusione in tutto il mondo dal Covid19. Il Gruppo ha solidi radici, un fatturato di oltre 160 milioni di euro e 800 dipendenti. Ma la pandemia spaventa e preoccupa anche il settore dell’oreficeria. Guido Grassi Damiani, 52 anni, affiancato dai fratelli, ingaggia presto una lotta contro il coronavirus avviando una serie di iniziative strategiche per affrontare la situazione. All’inizio di aprile 2020 pur dicendosi “fiducioso che dopo i primi mesi di forte rallentamento del 2020 ci sarà una ripresa lenta ma graduale del nostro settore”, ha ammesso, parlando con i media, che a fine pandemia “bisognerà riorganizzare le diverse attività e priorità alla luce della situazione che si prospetterà”. Intanto per affrontare la situazione il gruppo si impegna in varie iniziative di supporto della lotta al Covid19 a partire da una iniziale donazione di 100mila euro destinate a vari ospedali. Adotta varie altre iniziative. Mette anche a disposizione della Protezione Civile dodicimila metri quadrati destinati a diventare la prossima sede della Manifattura del Gruppo a Valenza per contribuire alle attività di gestione dell’emergenza. Tra i vari interventi si occupa puri dei collaboratori in molti casi impegnati con Damiani da generazioni.  Per loro attiva un’assicurazione da usare in caso di ricovero per Covid19 con l’obiettivo di offrire un aiuto concreto e diretto.

Gabriella Damiani con i figli

Una carrellata di scelte e provvedimenti introdotti quando Gabriella Colombo Damiani era ancora una “voce” viva, e molto ascoltata. Tuttavia, la  sua “voce verrà sempre ricordata” è stato ripetuto poco dopo la sua scomparsa.

Intanto il Covid19 in Italia, da gennaio al 30 novembre 2020, secondo le cifre ufficiali, ha ucciso 56.361 persone; di queste 6.303 in Piemonte. Nella sola giornata del 30 novembre le vittime sono state 64 in Piemonte e 785 nell’intero  Paese.

 

http://www.viavaiblog.it/lasignora-dei-gioielli-silvia-grassi-damiani-si-racconta/

Author: Carola Vai

Laureata in Lingue e Letterature straniere, giornalista e scrittrice. Ha lavorato in varie testate tra le quali: “la Gazzetta del Popolo”, “La Stampa”, “Il Mattino” di Napoli, “Il Giornale” di Montanelli. Passata all’AGI (Agenzia Giornalistica Italia) dal 1988 al 2010, è diventata responsabile della redazione regionale Piemonte-Valle d’Aosta. Relatrice e moderatore in convegni in Italia e all’estero; Consigliere dell’Ordine Giornalisti del Piemonte fino al 2010, poi componente del consiglio di amministrazione della Casagit (Cassa Autonoma Assistenza dei Giornalisti Italiani) dove attualmente è sindaco effettivo. Tra i libri scritti “Torino alluvione 2000 – Per non dimenticare” (Alpi Editrice); “Evita – regina della comunicazione” (CDG, Roma ); “In politica se vuoi un amico comprati un cane – Gli animali dei potenti” (Daniela Piazza Editore). "Rita Levi-Montalcini. Una donna Libera" Rubbettino Editore)