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Carola Vai

Courmayeur (Aosta) – Tra i vari nomi ipotizzati in queste ore per il nuovo governo dell’Italia c’è pure Marta Cartabia, vicepresidente della Corte Costituzionale dal novembre 2014, docente,  e giudice costituzionale dal 2011. Laurea in Giurisprudenza ottenuta con lode all’università di Milano, Cartabia è un’appassionata di diritto che ama spiegare anche attraverso la tragedia greca, come ha fatto parlando in una conferenza organizzata dalla #FondazioneCourmayeurMontBlanc nella valdostana  #Courmayeur ,  a fianco del vicepresidente emerito della Camera dei Deputati, Luciano Violante . A introdurre l’evento, davanti ad oltre trecento persone, Lodovico Passerin d’Entreves, Presidente del Comitato scientifico della Fondazione Courmayeur  Mont  Blanc.

Marta Cartabia, prima donna ad occupare il ruolo di Vicepresidente della Corte Costituzionale , pur evitando qualsiasi riferimento ai vari eventi di questi giorni, ha attribuito alla tragedia greca “la forza di parlare di tematiche sempre attuali. Temi che hanno attraversato nella loro contingenza la Grecia antica, ma che parlano anche alla realtà di oggi”.  Con voce modulata, lenta e molto chiara, Cartabia autrice con Luciano Violante del volume  “Giustizia e mito” (Mulino editore) ha ricordato “l’esigenza di un dinamismo delle leggi, ma anche di una stabilità. Siamo davanti alla necessità di equilibrio tra una certa stabilità e la capacità di adeguarsi ai cambiamenti. Per comprendere in profondità la necessità di tale dinamica non si può che pescare nell’idea della storicità della legge”. Cartabia suscitando applausi e consensi dal pubblico, attraverso le vicende di alcuni personaggi della tragedia greca, ha tracciato brevi flash della storia della giustizia con riferimenti all’attualità. “La legge nasce dalla storia di una comunità, di un popolo, e così via. Cinquant’anni fa non ci ponevamo le esigenze di regolare la produzione di energie alternative perché non c’erano.  Oppure 60 anni fa o 10 anni fa, non avevamo il problema di regolamentare le fake news, o le interferenze rispetto a certe elezioni con la circolazione di ‘big data’. Insomma ci sono esigenze che nascono da un cambiamento di fatto. Eppure la Corte Costituzionale per certi aspetti garantisce che rimangano saldi alcuni principi posti con la necessità di proiettarsi per generazioni e generazioni. La Costituzione non è una legge qualunque esposta al cambiamento del tempo da un giorno all’altro, ha dentro di sé un’esigenza di durata nel tempo.

Carola Vai e Marta Cartabia

Cartabia, sposata, tre figli, autrice di vari libri, ha tenuto a sottolineare : “i principi costituzionali non rimangano uguali a se stessi. C’è una dinamica anche nell’interpretazione di questi valori”. Ed ha rammentato: “negli anni Cinquanta venne portata all’esame della Corte Costituzionale una vecchissima legge del 1919 che vietava alle donne una serie di funzioni pubbliche, compresa la magistratura. In una prima sentenza del 1958, la Corte Costituzionale riecheggiando una cultura di quell’epoca, ma forse in via di superamento, ribadiva la bontà della legge del 1919. Tale ragionamento oggi è inconcepibile. Nel 1963 la magistratura viene aperta alle donne che oggi sono in gran numero e tra i giudici sono addirittura in maggioranza”.

Una trasformazione determinata dalla legge? Assolutamente no. “La legge non è cambiata, e nemmeno il principio o la Costituzione – ha spiegato Cartabia –  E’ cambiata la cultura e quei principi si sono coloriti di un significato diverso”. Cartabia citando, senza fare il nome, un grande giurista americano , ha concluso: “il significato delle

Luciano Violante e Carola Vai

norme non può certo cambiare con il meteo del giorno, ma con i cambiamenti climatici di ogni era forse sì”.

Infine qualche battuta sull’Unione Europea definita “una unione di popoli, al plurale di Stati, dove c’è un elemento unificante e uno identitario che va preservato”. Secondo Cartabia  “la grande spinta alla tematica ambientale anche per l’Italia ha origine in tante normative, direttive dell’Unione Europea che hanno sensibilizzato i vari Paesi. Significa che le varie realtà locali devono realizzare questi principi generali secondo le vari peculiarità locali”.

 

Author: Carola Vai

Laureata in Lingue e Letterature straniere, giornalista e scrittrice. Ha lavorato in varie testate tra le quali: “la Gazzetta del Popolo”, “La Stampa”, “Il Mattino” di Napoli, “Il Giornale” di Montanelli. Passata all’AGI (Agenzia Giornalistica Italia) dal 1988 al 2010, è diventata responsabile della redazione regionale Piemonte-Valle d’Aosta. Relatrice e moderatore in convegni in Italia e all’estero; Consigliere dell’Ordine Giornalisti del Piemonte fino al 2010, poi componente del consiglio di amministrazione della Casagit (Cassa Autonoma Assistenza dei Giornalisti Italiani) dove attualmente è sindaco effettivo. Tra i libri scritti “Torino alluvione 2000 – Per non dimenticare” (Alpi Editrice); “Evita – regina della comunicazione” (CDG, Roma ); “In politica se vuoi un amico comprati un cane – Gli animali dei potenti” (Daniela Piazza Editore).