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Pier Carlo Sommo

L’atmosfera magica attribuita a Torino è impalpabile e leggera. L’austera capitale subalpina, industriale e laboriosa, appare di sera magica, bella e a volte inquietante. Nell’oscurità, nel silenzio e leggera nebbia, si delineano figure misteriose, che disegnano un itinerario che può apparire esoterico, sospeso tra il bene ed il male, tra il bianco ed il nero.  Specialmente nelle tranquille  sere d’inverno le antiche dimore proiettano un volto magico ed inquietante di Torino. L’aspetto è quello della città, bella e misteriosa, che ha affascinato ed ospitato uomini come Nietzsche, Erasmo da Rotterdam, il Conte Cagliostro e Nostradamus. 

Torino, Rondò della Forca, monumento a San Giuseppe Cafasso

Chi crede nella  Torino occulta dice che porta da sempre nella sua tradizione una dualità, espressa da una doppia identità. La magia internazionale la indica come intersezione tra il triangolo magico nero che ha i suoi altri vertici in Londra e San Francisco e il triangolo della magia bianca positiva con Praga e Lione. Oltre ad essere lo scrigno di una delle reliquie più preziose della Cristianità, la Santa Sindone.  I due volti di Torino portano, ovviamente, a due grandi zone “magiche”: la nera nella zona del Valdocco e Piazza Statuto, la bianca in Piazza Castello ed il Duomo.

Torino, Piazza Statuto – Obelisco geodetico, che indica il passaggio del 45° parallelo

Due grandi “cuori” magici con differenti caratteristiche: la zona “nera” legata al potere delle tenebre e della morte, anticamente sede di una necropoli in epoca romana e poi sede della Santa Inquisizione e infine nel 1777 luogo prescelto per essere uno dei primi cimiteri di Torino, San Pietro in Vincoli che fu anche il cimitero dei giustiziati. Un filo nero, che si snoda seguendo lo svolgersi della storia della città, come non ricordare la presenza poco distante, del famoso Rondò della Forca dove il monumento a San Giuseppe Cafasso, confessore dei condannati a morte, ricorda il luogo delle esecuzioni capitali fino al 1853. Il significato nefasto viene anche collegato all’inquietante Genio alato che domina il monumento ai caduti del traforo del Frejus in piazza Statuto. Il genio è interpretato come la personificazione di Lucifero, che guida le forze dell’oscurità, guardando con aria di sfida le forze benigne, ossia l’oriente, simbolo di luce e nascita. Infine, nella piazza si trova anche l’obelisco geodetico, che sta a indicare il passaggio del 45° parallelo che, per gli esperti di magia, indica il centro delle potenze maligne della città.

Torino, Palazzo Reale uno dei due Dioscuri

Nell’itinerario della Torino magica vi è anche la fontana Angelica in Piazza Solferino, secondo alcuni celerebbe un linguaggio simbolico e segreto fatto di misteriosi ed enigmatici messaggi.

Una certa magia traspira dagli ingressi dei palazzi nobiliari del centro storico. Si possono immaginare sussurri che provengono dai volti di pietra  custodi della soglia, che separano l’interno dall’esterno, il quotidiano dal magico. Guardiani con spesso  la fisionomia di diavoli, di figure mostruose ed animalesche tali da spaventare più che rassicurare, come era intenzione di chi li costruì. Talvolta entrano nella leggenda come nel caso del famigerato portone del Diavolo di Via Alfieri 15. Il batacchio a forma di diavolo voluto dal primo proprietario, Trucchi di Levaldigi, sarebbe stato poi portatore di morti misteriose, prima quella di una ballerina uccisa nel palazzo nel 1790 e poi quella di un ufficiale avvenuta nel 1797: il cadavere dell’uomo fu ritrovato decenni dopo murato all’interno di una parete dello stesso palazzo.

I giardini di Palazzo Reale che celerebbero le grotte alchemiche

La Torino della magia “bianca” e della sua energia ha un altro volto: quello della positività che si sprigiona dalla Cappella del Guarini in cui è racchiusa la Santa Sindone che, casualità o coincidenza, è a due passi dal Palazzo Reale considerato il fulcro della magia bianca torinese. Le statue dei due Dioscuri, Castore e Polluce, vegliano sulla cancellata di accesso al palazzo come guardiani della soglia e paiono mantenere un misterioso segreto. Leggenda narra che sotto i giardini reali  ci siano le grotte alchemiche: sotterranei misteriosi in cui gli alchimisti cercavano di trovare il segreto della pietra filosofale capace di mutare il piombo in oro.

Torino, chiesa della Gran Madre di Dio – Donna che regge il Sacro Graal

Il nostro itinerario termina nella Chiesa della Gran Madre di Dio, con la statua della donna velata che tiene nelle mani il Santo Graal, la perduta coppa in cui Cristo avrebbe bevuto durante l’Ultima Cena. La donna guarda in lontananza dritto di fronte a sé, secondo alcuni proprio nel luogo in cui il Graal potrebbe essere ancora nascosto: Piazza Castello e il palazzo reale.

La ricerca della Torino magica è un itinerario interessante, un modo particolare e curioso per vivere il fascino di una città, vederla sotto un aspetto diverso, per apprezzare la sua bellezza e atmosfera.

Se poi tutto ciò sia magia o leggenda è altra questione. Noi lasciamo il giudizio alla fantasia di chi crede alla magia o al pragmatismo di chi non ci crede, ma apprezza le leggende come stimolo turistico.

 

Turismo magico:   http://www.viavaiblog.it/turismo-magico-il-piemonte-delle-streghe/

Author: Pier Carlo Sommo

Torinese, Laureato in Giurisprudenza, Master in comunicazione pubblica e Giornalista professionista. Dal 1978 si occupa di comunicazione e informazione nella pubblica amministrazione. Ha iniziato la carriera professionale presso la Confindustria Piemonte. Dopo un periodo presso l'Ufficio Studi e Legislativo della Presidenza della Regione Piemonte nel 1986 è diventato Vice Capo di Gabinetto e Responsabile Relazioni Esterne della Provincia di Torino Dal 1999 al 2020 è stato Direttore delle Relazioni Esterne e Capo Ufficio Stampa dell'ASL Città di Torino. Autore di saggi, articoli e ricerche, ha pubblicato numerosi volumi e opuscoli dedicati alla comunicazione culturale - turistica del territorio. È docente in corsi e seminari sui problemi della comunicazione e informazione presso le società di formazione pubbliche e private . Professore a contratto di Comunicazione Pubblica presso l'Università di Torino e Università Cattolica. embro del Direttivo del Club di Comunicazione d'Impresa dell’Unione Industriale di Torino, dal 2005 al 2008 è stato Vice Presidente. Presidente del Comitato scientifico di OCIP Confindustria Piemonte Membro del Comitato Promotore dell' Associazione PA Social, È stato Segretario Generale Nazionale dell'Associazione Comunicazione Pubblica e Istituzionale dal 2013 al 2020.