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Dario Gedolaro

 La protesta degli agricoltori dei principali Paesi Ue (Francia, Germania e Italia, in primis) ha ottenuto ciò che voleva: il ritiro della proposta legislativa europea sull’abbattimento del 50% dei pesticidi entro il 2030, niente quota fissa di riduzione delle emissioni di CO2, deroga sulla messa a riposo del 4% dei terreni coltivati, sospensione dell’accordo commerciale con il Mercosur. Si inalberano gli ecologisti, ma chi conosce il mondo agricolo sa che la “rivolta dei trattori” non è stato un fulmine a ciel sereno, è il frutto di un malcontento che viene da lontano e che i proclami e le richieste impossibili della Commissione europea hanno fatto esplodere. I dati (fonte Istat) parlano chiaro. Nel 2023 a livello dell’Unione Europea nel comparto agricolo sono calati produzione (-1% in volume), valore aggiunto (-1,7%) e occupazione (-1,5%). Per quanto riguarda l’Italia, nel 2023 si riducono la produzione (-1,4%) e, ancora di più, il valore aggiunto ai prezzi base (-2%); in calo anche le unità di lavoro (-4,9%). E si veniva già da un 2022 molto critico.

Dario Gedolaro

Che i francesi non abbiano mai stimato molto i loro “cugini” italiani è un fatto assodato. La conferma viene anche dalla vicenda Stellantis di cui oggi molto si dibatte, soprattutto dopo le frasi critiche del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Battute che hanno scandalizzato quei settori di sinistra, dalla politica al giornalismo, dal sindacalismo alla finanza che hanno ancora il timore reverenziale nei confronti di quella che una volta era la famiglia più potente d’Italia, gli Agnelli. Accade che anche un giornalista/storico di grande valore, come Paolo Mieli, non osi emanciparsi da questa sudditanza psicologica.

Dario Gedolaro

Martedì alla Camera si è tenuto un convegno organizzato da un tal “Centro studi Machiavelli” con il sostegno del deputato della Lega Simone Billi, che non era presente all’iniziativa ma ha prenotato la sala. Nel convegno è stato discusso un documento in cui si critica la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza e si afferma che “l’aborto non è mai giusto e non è un diritto, è una soluzione pratica che vuole essere sublimata a diritto inalienabile….”. Tesi discutibile e, infatti, da discutere.

Dario Gedolaro

Si parla del declino industriale del Piemonte e Chiara Appendino sale in cattedra. E’ accaduto in questi giorni, quando si è tenuta a Torino una seduta straordinaria aperta del Consiglio regionale del Piemonte per parlare delle crisi aziendali regionali. In realtà - Ilva di Novi Ligure esclusa (per la quale si preannuncia l’intervento salvifico dello Stato) -il problema riguarda in primis Torino e Provincia.

Viola Cora

C’è stato un tempo nel quale Bardonecchia, cittadina a 90 chilometri circa da Torino, richiamava gran parte dei politici che governavano l’Italia. A catalizzare l’attenzione nella località alpina, a 1.300 metri di altezza, era Giovanni Giolitti che per sfuggire al caldo romano per 23 anni, dal 1903 al 1926, trascorse molte settimane estive a Villa Suspize, palazzina all’angolo tra via Medail e Viale Capuccio. Lo Statista, arrivava in treno, accolto da tanti cittadini entusiasti e dalla first lady, donna Rosa Sobrero, giunta qualche giorno prima. Ad ogni suo soggiorno Bardonecchia si trasformava in una minuscola Roma.

Pier Carlo Sommo

Nel 2005 a Torino venne restaurato il monumento nazionale all’Artiglieria del Parco del Valentino detto arco. Durante i lavori vennero rinvenute all’interno di un locale un centinaio di lastre fotografiche lasciate dagli anni 30’ dal fotografo ambulante Armando Dupont, che faceva base nell’arco per il suo lavoro. Le immagini raffiguravano alcuni clienti del fotografo: militari, canottieri del vicino Po, sportivi e soggetti vari di eventi accaduti nei dintorni. nel Parco.  C’erano poi 8 fotografie raffiguranti uno splendido castello affacciato sul mare sconosciuto a tutti, simile a quello di Miramare  a Trieste. A svelare il mistero fu una “anziana” signora genovese: si trattava dello scomparso Castello Raggio di Genova-Cornigliano “vittima” di una delle tante distruzioni avvenute nell’ Italia dell’ immediato dopoguerra, Paese ansioso di ricostruire, costruire e produrre ma poco attento ai beni culturali. Purtroppo nulla è rimasto di quanto ritratto in quelle belle immagini, salvo il ricordo dei più anziani.

Dario Gedolaro

La tragedia di Giulia Cecchettin ha avuto almeno un effetto positivo: ha costretto il mondo degli adulti a interrogarsi e a riflettere non solo e non tanto sul rapporto fra uomo e donna, quanto sui modi di pensare e di comportarsi delle giovani generazioni. E lo dimostra la decisione bipartisan di avviare nelle scuole lezioni di educazione all’affettività. Provvedimento evidentemente opportuno, ma non sufficiente se queste ore di lezione non avessero anche un altro scopo educativo, quello alla responsabilità, che è poi l’elemento indispensabile per una crescita “sana” della società civile tutta.

Carola Vai

Sessanta anni fa, il 22 novembre 1963, veniva ucciso John Fitzgerald Kennedy mentre attraversava la città di Dallas, nel Texas, all’interno di un corteo di automobili, con al suo fianco la first lady, Jacqueline Kennedy. Con la sua morte svanì la nostalgia per un’America che non c’è più, nostalgia creata anche da una raffinata “politica spettacolo”. La fine dell’illusione di un futuro più prospero gli americani l’avevano già vissuta poco più di un secolo prima, il 14 aprile 1865, con l’uccisione di Abramo Lincoln.

Dario Gedolaro

Nonostante la disponibilità offerta dall’Ospedale Bambino Gesù di Roma di assicurarle le migliori terapie palliative e nonostante l’intervento della Premier Giorgia Meloni che le aveva conferito la cittadinanza italiana, i giudici britannici hanno sentenziato che la piccola Indi Gregory di Nottingam non doveva continuare a vivere. Ironia della sorte: il giorno in cui la Corte di giustizia britannica ha emesso la sua sentenza, in Italia si è celebrata la Giornata Nazionale delle Cure Palliative.

Pier Carlo Sommo

Alcuni monumenti a Torino hanno il destino che per qualche ragione vengono spostati. Tra questi bronzei  “vagabondi” spicca il  busto di Ascanio Sobrero che, per consentire i lavori di spostamento della stazione FS di Porta Susa, nel 2002 da piazza XVIII dicembre è “emigrato” nel Parco del Valentino all`altezza di corso Raffaello, di fronte alla Facoltà di Chimica,. Ma chi era Ascanio Sobrero ? Uno scienziato piemontese di valenza mondiale, una gloria del Piemonte eppure poco ricordato. Era uno scienziato laureato all’ Università di Torino che con una sua scoperta, la nitroglicerina,  ha cambiato il mondo. Il monumento, realizzato nel 1914 da Giorgio Ceragioli e Cesare Biscarra, nel basamento riproduce in bronzo la figura umana di un Titano, che rappresenta la forza e la potenza della nitroglicerina mentre smuove una grande roccia sulla cui cima vi è il busto dedicato ad allo scienziato.