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Pier Carlo Sommo

Molti  comuni italiani ormai proibiscono petardi e fuochi artificiali rumorosi di fine d’anno. Si stima che ogni anno in Italia muoiano 5000 animali a causa dei #botti. 
La maggior parte di questi, sono animali selvatici, soprattutto uccelli che, spaventati, perdono il senso dell’orientamento e rischiano di sbattere in un ostacolo imprevisto. Altri abbandonano il loro dormitorio invernale, come siepi e alberi, e vagano nel buio fino a quando non muoiono di freddo a causa dell’improvviso dispendio energetico.
Forte è lo stress che i botti inducono in #cani e #gatti di casa. Lo spavento può indurre l’animale a fuggire da giardini e recinti, finendo vittima di ostacoli non visibili al buio o del traffico stradale.
L’effetto dei fuochi d’artificio sugli animali è dovuto dalla differente soglia uditiva di questi  molto più ampia di quella dell’uomo. L’udito umano ha una percezione degli ultrasuoni sopra i 15.000 hertz. Cani e gatti hanno capacità uditive molto superiori, il cane fino a 60.000 hertz, il gatto addirittura fino a 70.000 hertz.
Negli allevamenti di mucche, conigli e cavalli, le esplosioni possono indurre le femmine gravide all’aborto per trauma da spavento.
Il Ministero dell’Interno il 22 dicembre ha inviato una lettera a tutte le Prefetture che invita a un utilizzo dei fuochi d’artificio che non sia dannoso per l’uomo e gli animali. Il ministro stesso si  fatto portavoce dei diritti di cani a gatti postando una foto su Facebook che immortala un cane al fianco di un neonato, sotto l’immagine la scritta: “A capodanno ci sono anche loro”.
Per i proprietari di animali domestici che vivono nei comuni dove sono ancora leciti i botti alcuni consigli.
Sarebbe buona regola trascorrere la serata con loro e, se possibile, portarseli assieme al veglione, in modo da poterli tranquillizzare quando scoppieranno i botti ed i fuochi di fine d’anno.
Se rimangono a casa invece tenerli ben chiusi e sotto controllo, lasciandoli in compagnia di un indumento o un oggetto che riporti l’odore o il ricordo del proprietario e, per ridurre l’impatto dei botti, lasciare accesi radio o TV.
La speranza comunque è quella che invece di vietare i fuochi artificiali si utilizzino quelli “moderni”, luminosi ma meno impattanti e quasi silenziosi, droni e fontane luminose ad  esempio, come avvenuto a Torino per la festa di S. Giovanni

Author: Pier Carlo Sommo

Torinese, Laureato in Giurisprudenza, Master in comunicazione pubblica e Giornalista professionista. Dal 1978 si occupa di comunicazione e informazione nella pubblica amministrazione. Ha iniziato la carriera professionale presso la Confindustria Piemonte. Dopo un periodo presso l'Ufficio Studi e Legislativo della Presidenza della Regione Piemonte nel 1986 è diventato Vice Capo di Gabinetto e Responsabile Relazioni Esterne della Provincia di Torino Dal 1999 al 2020 è stato Direttore delle Relazioni Esterne e Capo Ufficio Stampa dell'ASL Città di Torino. Autore di saggi, articoli e ricerche, ha pubblicato numerosi volumi e opuscoli dedicati alla comunicazione culturale - turistica del territorio. È docente in corsi e seminari sui problemi della comunicazione e informazione presso le società di formazione pubbliche e private . Professore a contratto di Comunicazione Pubblica presso l'Università di Torino e Università Cattolica). È stato Segretario Generale dell'Associazione Italiana per la Comunicazione Pubblica e Istituzionale dal 2013 al 2020. Membro del Direttivo del Club di Comunicazione d'Impresa dell’Unione Industriale di Torino, dal 2005 al 2008 è stato Vice Presidente. Membro del Comitato Promotore dell' Associazione PA Social