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Paola Claudia Scioli

Tra i secoli  Quattrocento e Cinquecento la nostra penisola era suddivisa in tanti piccoli ducati, signorie, regni, in mano a nobili famiglie, che si contendevano potere e papato e si spartivano terre. Uno di questi è proprio il Ducato di Parma e Piacenza, del quale fa parte Langhirano (Parma), principale centro di produzione di uno dei prosciutti crudi più noti al mondo, il Prosciutto di Parma.  In questa cittadina, tra il 1448 e il 1460, sulle tracce di una precedente fortificazione, il nobile Pier Maria Rossi, conte di Berceto e marchese di San Secondo,  fece costruire il castello di Torrechiara  per l’amante Bianca Pellegrini da Arluno  (1417-1480) nobildonna e dama di compagnia della duchessa Bianca Maria Visconti.

Castello Torrechiara Loggiato est

Bianca, detta Bianchina, moglie del cavaliere Melchiorre di Arluno, funzionario amministrativo alla corte dei Visconti, conobbe il conte Pier Maria Rossi che si innamorò di lei. Ricambiato. Quando Pier Maria Rossi, anche lui sposato e spesso paragonato a Lorenzo il Magnifico, ritornò a Parma, Bianca Pellegrini lo seguì. Il conte fece costruire per la donna il castello che divenne il loro luogo d’amore.

Adagiato su dolci colline disseminate di vigneti, a 278 mt/slm, tra la pianura e l’Appenino emiliano, a soli 18 km da Parma, il castello di Torrechiara è uno dei più pregevoli esempi di manieri del XV secolo, perfetta combinazione tra le architetture medievali e rinascimentali. Imponente e ben conservato, è impossibile non notarlo già a grande distanza arrivando dalla valle, che domina con il suo grande fascino e che lo rende forse il maniero più conosciuto e visitato del Ducato.

L’atmosfera magica di questo castello, tra l’altro, lo ha reso interessante come set cinematografico di numerosi film, tra i quali La tragedia di un uomo ridicolo diretto da Bertolucci nel 1981 e la serie televisiva del 2014 che Tom Fontana ha dedicato ai Borgia. Anche se il più noto è sicuramente Lady Hawke diretto nel 1985 da Richard Donner con Rutger Hauer, Michelle Pfeiffer e Matthew Broderick con le indimenticabili scene d’amore di Navarre per la sua signora, che ricordano quelle di cinque secoli prima.

Castello Torrechiara, Camera d’Oro, lunetta lui dona la spada a lei

Il castello di Torrechiara, in realtà, è solo uno dei numerosi castelli che Pier Maria Rossi fece costruire nelle sue terre, grazie al denaro guadagnato come condottiero di valore al servizio dei duchi di Milano, i Visconti e gli Sforza. Proprietà che sono state raffigurate dal pittore Benedetto Bembo (1423-1489) sulle pareti della Camera d’oro, la camera dove si consumava l’amore tra Pier Maria e Bianca, considerata una delle più alte espressioni pittoriche del gotico internazionale in Italia. Due sono i percorsi virtuali che attirano l’attenzione dei visitatori: gli affreschi lungo le pareti, che raffigurano le proprietà della famiglia Rossi percorse come in un pellegrinaggio da Bianca, e le lunette che raccontano l’amore tra i due. Si inizia con la lunetta est in cui è raffigurato Cupido che scocca la sua freccia sull’ignara Bianca dopo averla già scoccata su Pier Maria, si passa poi alla lunetta sud con il giuramento dell’amore eterno del conte nei confronti dell’amata a cui offre la sua spada in segno di fedeltà, la lunetta ovest in cui la fanciulla posa una corona d’alloro sulla testa dell’amato e la lunetta nord finalmente con il matrimonio dei due. Alla morte, Bianca venne sepolta nell’oratorio del castello dove, due anni dopo, venne tumulato anche il sessantanovenne conte.

Castello Torrechiara Salone dei giocolieri

A stupire in questo luogo è la raffinata combinazione tra la struttura difensiva del castello e la delicata decorazione, che non lascia scoperto neanche un angolo delle pareti interne, come a sottolineare ancora una volta il carattere di nido d’amore del luogo, raccolto e quasi isolato dall’esterno, realizzato da un condottiero dall’animo gentile, colto, intellettuale e fine umanista che voleva continuare a stupire e affascinare la seducente nobildonna dai lunghi capelli neri e dagli incantevoli occhi verdi.

Di altissima qualità e mai stucchevoli sono anche le decorazioni alle pareti e sui soffitti delle altre sale, disposte su due piani intorno al Cortile d’Onore con al centro un pozzo, affrescate a temi naturalistici, fantasiosi e a grottesche: la sala di Giove, la sala degli Angeli, la sala dei Paesaggi, il salone degli Stemmi, il salone degli Acrobati, oltre alle sale dell’Aurora, del Meriggio, del Tramonto e della Sera. Interessanti sono a piano terra gli ambienti di servizio, la cucina, le scuderie e, sulle mura, i camminamenti di ronda, recentemente restaurati, con vista panoramica.

Curiosi sono l’ampio fossato, sul quale passano due ponti levatoi, sempre rimasto asciutto per evitare che eventuali

Castello di Torrechiara esterno

assalitori si potessero nascondere nell’acqua, e le caditoie lungo i perimetri delle torri, che ricordano le torri del castello Sforzesco di Milano.

Dal Cortile d’Onore si accede anche all’Oratorio di San Nicomede (torre nord-est) con portone costellato di borchie coi monogrammi di Bianca e Pier Maria e affreschi di Cesare Baglione. Secondo la tradizione qui dovrebbero essere seppelliti Bianca e Pier Maria, il cui fantasma durante le notti di plenilunio si aggira ancora nei pressi del castello e ritorna sul Rio delle Favole, strada che conduce all’ingresso della fortezza, recitando un motto dedicato alla sua amata: nunc et semper, ora e sempre, scritto anche sul nastro che lega i loro cuori rappresentato nell’affresco della loro camera da letto.

Intorno al castello si sviluppa il borgo medievale di Torrechiara, con abitazioni, botteghe e una chiesa che ricordano la vita all’epoca dei due innamorati.

Oltre alla visita al castello questo territorio tra le valli del Parma e dell’Enza, si presta a rilassanti passeggiate per colli e vigneti. In particolare, segnaliamo la via dei Linari che, attraverso il passo del Lagastrello (noto come Malpasso), porta in Toscana e si collega alla via Francigena ad Aulla.

E chi visita questa zona non può andarsene senza aver assaggiato sul posto il prosciutto di Parma, quello vero, accompagnato da un buon bicchiere di Sauvignon, servito fresco.

Alcuni prosciuttifici aprono le loro porte al pubblico sia per le visite, che per le degustazioni. Tra questi segnaliamo Casa Graziano (http://www.casagraziano.com/) , un’azienda artigianale dove produrre prosciutti è ancora un’arte che si tramanda di padre in figlio, pur con l’utilizzo di grandi tecnologie.

 

 

Castello di Torrechiara

Visite da martedì a domenica dalle 10 alle 19 fino a fine settembre.

Tariffe: 5 € intero/2 € ridotto.

Info: 0521 355255.

 

Author: Carola Vai

Laureata in Lingue e Letterature straniere, giornalista e scrittrice. Ha lavorato in varie testate tra le quali: “la Gazzetta del Popolo”, “La Stampa”, “Il Mattino” di Napoli, “Il Giornale” di Montanelli. Passata all’AGI (Agenzia Giornalistica Italia) dal 1988 al 2010, è diventata responsabile della redazione regionale Piemonte-Valle d’Aosta. Relatrice e moderatore in convegni in Italia e all’estero; Consigliere dell’Ordine Giornalisti del Piemonte fino al 2010, poi componente del consiglio di amministrazione della Casagit (Cassa Autonoma Assistenza dei Giornalisti Italiani) dove attualmente è sindaco effettivo. Tra i libri scritti “Torino alluvione 2000 – Per non dimenticare” (Alpi Editrice); “Evita – regina della comunicazione” (CDG, Roma ); “In politica se vuoi un amico comprati un cane – Gli animali dei potenti” (Daniela Piazza Editore).