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Pier Carlo Sommo

Nel 2005 a Torino venne restaurato il monumento nazionale all’Artiglieria del Parco del Valentino detto arco. Durante i lavori vennero rinvenute all’interno di un locale un centinaio di lastre fotografiche lasciate dagli anni 30’ dal fotografo ambulante Armando Dupont, che faceva base nell’arco per il suo lavoro. Le immagini raffiguravano alcuni clienti del fotografo: militari, canottieri del vicino Po, sportivi e soggetti vari di eventi accaduti nei dintorni. nel Parco.  C’erano poi 8 fotografie raffiguranti uno splendido castello affacciato sul mare sconosciuto a tutti, simile a quello di Miramare  a Trieste. A svelare il mistero fu una “anziana” signora genovese: si trattava dello scomparso Castello Raggio di Genova-Cornigliano “vittima” di una delle tante distruzioni avvenute nell’ Italia dell’ immediato dopoguerra, Paese ansioso di ricostruire, costruire e produrre ma poco attento ai beni culturali. Purtroppo nulla è rimasto di quanto ritratto in quelle belle immagini, salvo il ricordo dei più anziani.

Castello Raggio – Cartolina d’epoca

Veniamo alla storia del Castello Raggio. Il maniero sorgeva su un promontorio detto di Sant’Andrea,  praticamente segnava il confine tra i territori di Sestri Ponente e di Cornigliano Ligure. Lo scoglio era collegato alla costa da un ponte ma, con il progressivo insabbiamento dovuto ai detriti trasportati dai corsi d’acqua, nel primo Ottocento si unì alla terraferma. Inizialmente vi era un secentesco fortilizio costruito dalla Repubblica di Genova, utilizzato come polveriera. Dopo il 1860 il fortino, prima occupato da un distaccamento di soldati di Marina, poi fu abbandonato. Nel 1879 il Demanio mise in vendita il comprensorio, che fu acquistato dall’industriale Edilio Raggio, il quale affidò all’architetto Luigi Rovelli il compito di edificare il Castello.

Edilio Raggio

Edilio Raggio, uno degli uomini più ricchi del suo tempo, iniziò la sua fortuna con un contratto per la fornitura del carbone alle ferrovie e successivamente alla Marina Militare e Mercantile. In seguito estese tale commercio alle più importanti industrie italiane. Nel 1874, si presentò candidato nel collegio elettorale di Novi Ligure, facendosi promotore della costruzione dell’acquedotto e dell’apertura di due importanti stabilimenti: la Carbonifera Industriale Italiana e il Cotonificio. Nel 1879 iniziò anche l’attività di armatore. Nel 1854, per volontà di Cavour, venne costruita la strada ferrata Genova – Torino che favorì l’emergere dell’attività siderurgica. Raggio si inserì nel nuovo giro d’affari, fondando l’acciaieria-fonderia Raggio&Ratto, il maniero venne costruito in prossimità di tali stabilimenti.

Gruppo di bagnanti sulla spiaggia sotto al castello Raggio (foto A. Dupont)

Il castello in stile liberty, a forma di parallelepipedo, con una torre a pianta quadrangolare, interni finemente affrescati, ammirato per le sue eleganti linee architettoniche, costò per la sua realizzazione seicentosessantamila lire, somma straordinaria per l’epoca.  L’edificio distribuito su tre piani, al piano nobile destinato a funzioni di rappresentanza, dotato di un ampio atrio era caratterizzato da una vasca pensile in cristallo. Sul lato orientale, una galleria consentiva di giungere ad un belvedere la cui vista spaziava dal litorale della riviera ligure di ponente fino alla torre della Lanterna.

Secondo le intenzioni dell’architetto Rovelli  richiamava le forma del castello di Miramare a Trieste, fatto costruire intorno al 1860 da Massimiliano d’Asburgo Il castello fu frequentato, fino alla prima guerra mondiale, da esponenti della nobiltà e del mondo politico fra cui re Umberto I d’Italia con la regina Margherita di Savoia, il principe di Napoli, il conte di Torino e il presidente del Consiglio Giovanni Giolitti.

Il 22 ottobre 1906 Edilio Raggio morì e con la sua scomparsa si concluse l’epoca di splendore politico e sociale. La sua fortuna, stimata oltre i 200 milioni di lire, era  allora il più grande patrimonio liquido d’Italia. La sua attività venne portata avanti, seppur come meno successo, dal fratello.

Gruppo di bagnanti sulla spiaggia verso gli stabilimenti siderurgici (foto A. Dupont)

Per Cornigliano (oggi frazione di Genova ma fino al 1926 comune autonomo) quella  costruzione rappresentava il simbolo di quel florido periodo di fine Ottocento, la Belle Epoque, dove il turismo balneare era il fiore all’occhiello di molte località liguri.

La fine del castello iniziò nei primi anni Quaranta. La famiglia di Carlo Raggio, figlio di Edilio, lo abbandonò per fuggire dalla guerra e il complesso andò lentamente verso il degrado. L’Ansaldo durante la guerra adibì la spiaggia del castello al collaudo dei cannoni e le vibrazioni contribuirono a danneggiare le mura e gli affreschi del castello. Dopo l’8 settembre 1943 fu occupato da un comando tedesco fino al 25 aprile 1945, quando i partigiani lo liberarono.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale del castello rimaneva soltanto il perimetro esterno, i giardini erano distrutti e saccheggiati, gli interni erano gravemente danneggiati.

Nel 1950, Edilio Raggio marchese D’Azeglio (figlio di Carlo) vendette alla Finsider per 12 milioni il castello. Un anno dopo, il 14 aprile del 1951, ciò che restava del castello venne minato e fatto saltare con l’esplosivo. Anche perché dal 1938, sul litorale di Cornigliano erano iniziati i lavori per la costruzione dell’aeroporto Cristoforo Colombo. Dieci anni dopo venne ricostruito e allargato lo stabilimento siderurgico che occupò tutto l’ex litorale

Il punto blu segna dove era il castello Raggio, dietro a stabilimenti siderurgici e aeroporto

Del castello e delle spiagge che lo circondavano non rimane oggi alcuna traccia, tutto è ricoperto da cemento e costruzioni, il mare è lontano e di quello splendido castello rimane solo  un mito dell’immaginario collettivo genovese e le foto di quel tempo, comprese quelle scoperte nel 2005 del fotografo torinese Armando Dupont.

 

 

 

 

 

 

GAVI, UN FORTE GENOVESE IN PIEMONTE

Author: Pier Carlo Sommo

Torinese, Laureato in Giurisprudenza, Master in comunicazione pubblica e Giornalista professionista. Dal 1978 si occupa di comunicazione e informazione nella pubblica amministrazione. Ha iniziato la carriera professionale presso la Confindustria Piemonte. Dopo un periodo presso l'Ufficio Studi e Legislativo della Presidenza della Regione Piemonte nel 1986 è diventato Vice Capo di Gabinetto e Responsabile Relazioni Esterne della Provincia di Torino Dal 1999 al 2020 è stato Direttore delle Relazioni Esterne e Capo Ufficio Stampa dell'ASL Città di Torino. Autore di saggi, articoli e ricerche, ha pubblicato numerosi volumi e opuscoli dedicati alla comunicazione culturale - turistica del territorio. È docente in corsi e seminari sui problemi della comunicazione e informazione presso le società di formazione pubbliche e private . Professore a contratto di Comunicazione Pubblica presso l'Università di Torino e Università Cattolica. embro del Direttivo del Club di Comunicazione d'Impresa dell’Unione Industriale di Torino, dal 2005 al 2008 è stato Vice Presidente. Presidente del Comitato scientifico di OCIP Confindustria Piemonte Membro del Comitato Promotore dell' Associazione PA Social, È stato Segretario Generale Nazionale dell'Associazione Comunicazione Pubblica e Istituzionale dal 2013 al 2020.