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Carola Vai

C’è chi dice che sia stato piantato nel 1859 e chi intorno il 1861. Una confusione di date minima considerato che è stato definito l’Albero dei 150 anni dell’Unità d’Italia ed è ritenuto l’Albero più grande d’Europa dall’#Accademia dei Georgofili .  Si tratta del Ficus macrophylla  e si trova nel centro storico di #Palermo, nel quartiere della Kalsa, in piazza Marina, nel giardino di villa Garibaldi.

Un magnifico e gigantesco Ficus dal tronco suddiviso in varie parti, con rami che si confondono con le radici . Imponente, maestoso, sembra incutere rispetto in coloro che lo osservano. Eppure deve essere abituato visto che visitatori da ogni parte d’Italia, ma anche appassionati della natura, da decenni osservano con attenzione e ammirazione la sua bellezza. Pubblico aumentato con il riconoscimento ufficiale di “Albero dei 150 anni dell’unità d’Italia” con una cerimonia che ha scoperto una lapide commemorativa alla presenza dell’allora sindaco del capoluogo siciliano, Diego #Cammarata, in carica per due mandati, dal 2001 al 2012.

Il Ficus piantato dall’architetto Giovan Battista Filippo Basile, creatore del parco-giardino Garibaldi, modello inglese, e del celebre Teatro Massimo, è considerato tra gli alberi monumentali più maestosi d’Europa. Alto più di 30 metri con un chioma fogliare di circa 50 , una circonferenza di base di oltre 21 metri, ha resistito a offensivi maltrattamenti senza patirne troppo. Negli ultimi anni il Ficus ha subito diverse potature ed interventi al fine di curarlo e preservarlo da possibili malanni dovuti all’età. Ma resta in ottime condizioni. Testimone immobile di molti aspetti degli ultimi 150 anni di storia, l’albero si trova a pochi metri dal luogo dove, nel 1909, fu ucciso il famoso poliziotto italo-americano Joe Petrosino, arrivato a Palermo dagli Stati Uniti per combattere la mafia.

Il ficus dell’Unità d’Italia non ha solo assistito al tragico evento, ma tanti altri episodi strani. Gli abitanti della città lo hanno soprannominato “albero stritolatore” per via del suo aspetto inquietante. L’albero ha un aspetto struggente dovuto allo sviluppo dai suoi rami di radici aeree colonnari che scendendo dalla chioma di foglie al terreno si trasformano da liane in tronchi supplementari simili a pilastri che, in questo modo aiutano il tronco centrale a sostenere il grande peso dell’albero.  Così la pianta cresce e si allunga per decine e decine di metri assumendo un aspetto misterioso. Ma anziché incutere paura il Ficus con il tempo è diventato foriero di sicurezza e tranquillità tanto che nelle strade che circondano il giardino avvengono periodicamente frequentatissimi mercatini di vario genere capaci di attrarre pubblico anche da fuori Sicilia.

Sembra che questo magnifico Ficus dell’Unità d’Italia abbia trovato a Palermo il clima e il tipo di terreno adatti per crescere a dismisura sino ad inglobare e distruggere le altre piante che sfortunatamente crescevano vicine.

Palermo possiede un altro Ficus macrophylla che svetta nell’Orto Botanico, ma non raggiunge le dimensioni del “fratello maggiore” di piazza Marina.

Author: Carola Vai

Laureata in Lingue e Letterature straniere, giornalista e scrittrice. Ha lavorato in varie testate tra le quali: “la Gazzetta del Popolo”, “La Stampa”, “Il Mattino” di Napoli, “Il Giornale” di Montanelli. Passata all’AGI (Agenzia Giornalistica Italia) dal 1988 al 2010, è diventata responsabile della redazione regionale Piemonte-Valle d’Aosta. Relatrice e moderatore in convegni in Italia e all’estero; Consigliere dell’Ordine Giornalisti del Piemonte fino al 2010, poi componente del consiglio di amministrazione della Casagit (Cassa Autonoma Assistenza dei Giornalisti Italiani) dove attualmente è sindaco effettivo. Tra i libri scritti “Torino alluvione 2000 – Per non dimenticare” (Alpi Editrice); “Evita – regina della comunicazione” (CDG, Roma ); “In politica se vuoi un amico comprati un cane – Gli animali dei potenti” (Daniela Piazza Editore). "Rita Levi-Montalcini. Una donna Libera" Rubbettino Editore)